Intervista a Cynthia Vianna, autrice di ‘Sospesa nel mondo’

‘Sospesa nel mondo’ è il romanzo di Cynthia Vianna edito da Europa Edizioni.

“Davanti alle nuove sfide, mi osservo e continuo a fare ciò che ho sempre fatto: guardare avanti e scoprire di cosa ho bisogno per essere felice.”

Basta una semplice frase per comprendere l’argomento, il significato e il tono di questo libro. Un libro autobiografico, in cui con vibrante intensità l’autrice regala ai lettori il racconto reale, e realistico, della sua esperienza di vita. Tra incontri, sfide e occasioni, emerge la ‘persona’ che rappresenta il sostrato della madre e della professionista. Alla ricerca della felicità e della realizzazione personale.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per conoscerla meglio, per entrare ancora di più nelle dinamiche sottostanti alla scrittura e alla pubblicazione del suo libro. Per scoprire dettagli sul suo modo di pensare e sul processo creativo che ha compiuto per condividere con il pubblico i sui pensieri.

Di seguito riportiamo l’intervista a Cynthia Viannna.

Quale significato riveste per lei il titolo del suo libro ‘Sospesa nel mondo’?

Il titolo del libro rappresenta, con molta veridicità, il modo in cui mi sento. Credo che il fatto di avere vissuto in più di un paese, con culture anche abbastanza diverse, e ill fatto di spostarmi dopo alcuni anni abbia creato in me un continuo adattarsi e un sentimento di temporaneità, come se io appartenessi più al mondo che ad un luogo in particolare.

La parola “sospesa” riflette perfettamente la mia sensazione di guardare il mondo dall’alto, come se io volassi. Confesso che questa sensazione è un po’ ambigua, ce’ un qualcosa di piacevole ma qualche volta mi fa anche uno strano effetto; comunque sia, devo dire che è proprio il modo in cui mi sento. Cercando di essere molto sincera, non ho ancora la certezza che non mi sposterò più, anzi mi chiedo spesso se non succederà nuovamente.

Dove ha trovato l’ispirazione per scrivere questa storia?

L’Olanda è stato il primo paese in cui ho vissuto quando ho lasciato il Brasile. All’inizio era come se fossi in vacanza. Era così bello conoscere un altro modo di vivere, altre abitudini e cultura, tutto così pittoresco e interessante che è passato più di un anno senza che me ne accorgessi. Quando però abbiamo iniziato a considerare l’idea di non tornare più, la vita ha ripreso la sua normale quotidianità e questo significava che non era più un qualcosa di temporaneo come immaginavo, quindi cambiava radicalmente il mio punto di vista.

A questo punto mi sono resa conto che le nostre esperienze ci stavano cambiando. Vivere momenti importanti e a volte anche difficili, lontano dalla famiglia, dagli amici, non era esattamente una passeggiata. In quel momento ho immaginato quante altre persone nel mondo si sentissero come me e mi è venuto il desiderio di condividere le mie esperienze e sentimenti. Volevo avvicinarmi ad altre persone che, come me, vivevano in modo simile indipendentemente dalle ragioni che le hanno portato a questa decisione. Forse volevo più di ogni cosa ascoltarmi e confortarmi. e scrivere era definitivamente un modo per farlo, però non ero ancora pronta.

Qual è stato il primo libro che ha letto e cosa le ha insegnato?

Il primo libro che ho letto è stato uno dei grandi classici della letteratura “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry, che era uno dei libri più diffusi per avviare i bambini alla lettura. Mi ricordo che era una storia magica,  commovente, volte triste e apparentemente infantile. Mi ha commosso e dopo averlo finito ho voluto rileggerlo subito ancora. In qualche modo volevo leggerlo più preparata per la storia, cercando di vederlo in modo diverso della mia prima impressione.

Il fatto che questo libro mi abbia toccato il cuore ha rinforzato quello che mia madre diceva. Lei era una professoressa universitaria ed era sempre con un libro in mano, credo che questo ci abbia portato a convivere con l’abitudine dalla lettura come una cosa ovvia. Sottolineava il valore dei libri nella nostra vita, diceva che era un modo per viaggiare senza uscire di casa, che ci aprono la mente e gli orizzonti e che sono senza dubbio una fonte di conoscenza e divertimento. Una volta nata l’abitudine non ci fermiamo più, diventa quasi un bisogno.

Cosa le piacerebbe sentirsi dire dai suoi lettori?

Inizialmente non avevo idea di cosa esattamente mi sarebbe piaciuto sentire dai miei lettori, ma posso dire che sono rimasta molto soddisfatta della reazione di alcuni conoscenti che l’hanno letto. Non ho scritto il libro con la pretesa che le mie esperienze siano interessanti per tutti e come mi ha detto un’amica, chi è disposto a capire si divertirà ma magari non sempre ci sarà una sintonia. Comunque, mi ha detto che già nelle prime pagine si sentiva confortata dalle mie parole, che in un modo molto semplice l’ho fatta stare bene con sé stessa e già così direi che non potrei volere di più.  Un’altra mi ha raccontato che dopo averlo letto, pensando a tutto quello che avevo fatto, anche se spesso avevo paura, ha deciso di agire nella sua vita, che le ho dato una spinta per fare alcune cose a cui pensava da tempo ma che non riuscire a fare perché bloccata dalla paura o dai dubbi.  

Così ho capito che questa era la mia grande soddisfazione, lasciare che sia ognuno a scoprire la sua propria forza, il suo desiderio o il suo vero bisogno e se anche in modo molto
semplice e leggero il mio libro sia andato oltre al divertimento e abbia incentivato chiunque a sentirsi più soddisfatto, più forte, capace o quello che sia, allora direi che ho superato le mie aspettative.

Ha già un nuovo libro in cantiere? Pensa di scegliere sempre Europa Edizioni come editore?

No, non ho un altro libro in cantiere, ma mi piacerebbe averlo. Confesso che l’esperienza è stata così positiva e mi è piaciuta tanto che mi è rimasta la voglia di scrivere un altro libro. Se lo facessi, vorrei scrivere una storia di fantasia. E quanto al fatto di pensare in scegliere Europe Edizione per pubblicare un eventuale nuovo libro, non ho dubbi, la risposta è sì.

Tutto ciò che riguarda l’editore è andato nel migliore dei modi, tra l’altro, è giusto dire che è stata la professionalità e la sensibilità dell’editore (che mi è stato assegnato) che ha permesso di raccontare la mia vita in un libro. Non è stato sicuramente un compito facile, sincronizzare ed elaborare. È stato un lavoro di pazienza e di squadra e di certo non sarebbe arrivato al risultato che ha ottenuto se non fosse stato per il contributo dato dall’editore. Credo che la nostra interazione sia stata fondamentale, decisiva e estremamente positiva e che l’editore abbia colmato completamente ogni lacuna che potesse esistere. Quindi si, avendo un nuovo libro/ progetto sceglierei Europa Edizione per la sua pubblicazione.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo Cynthia Vianna per il garbo e la disponibilità con cui ha risposto alle nostre domande, scegliendo di dedicarci il suo tempo. Per noi è stato un verso piacere camminare al suo fianco lungo il cammino editoriale che ha portato alla pubblicazione del suo manoscritto ‘Sospesa nel mondo’ e le auguriamo di ricevere il riscontro che desidera da parte dei lettori.

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