Intervista a Lilli Fulco, autrice di ‘Un giorno, quando ci rivedremo’

‘Un giorno, quando ci rivedremo’ è il libro di esordio di Lilli Fulco edito da Europa Edizioni.

Il racconto è autobiografico e si tinge fin dal principio del colore luminoso della verità, anche per gli eventi negativi. La realtà avvince il lettore più di ogni altra cosa, lo tiene incollato con la forza dell’inevitabilità, di un qualcosa che non si può cambiare e che viene fissato, impresso sulle pagine per rimanere lì in modo ineluttabile.

La storia di Lilli ha un esordio triste, che trae origine dal rapporto tormentato con suo padre. Un padre padrone, poco incline a lasciare spazio ai pensieri e ai sentimenti altrui. Senza distinzioni tra moglie e figlia, impone la sua autorità con ogni mezzo a sua disposizione, alternando violenza fisica e violenza morale. Un ambiente malsano, non adatto a una bambina, che si trova a osservare la madre vittima di privazioni e sofferenze, e a non poter vivere la spensieratezza dei suoi anni a causa del clima familiare avvelenato da questa figura dominante.

Eppure ….. Eppure, in qualche modo, la porta dei sogni rimane aperta. E uno spiraglio di luce non si spegne mai, alimentato dalla forza di volontà di Lilli. Lilli che sogna, che progetta, che spera. E che vince, perché riesce a costruirsi una vita e ad andare avanti, commettendo sbagli e affrontando delusioni …. Semplicemente, vivendo.

Poi, a 30 anni, la svolta: la felicità è lì, a portata di mano, della sua mano che ha stretto mani ingannatrici, mani che l’hanno illusa e poi delusa. La felicità ha il nome di Enrico e il volto di quello che diventerà suo marito. A dispetto dei 20 anni di età che li dividono,a dispetto di una differenza che è scritta solo sulla carta, perché tutto il resto combacia alla perfezione. Tutto il resto è, semplicemente, amore a prima vista. Un amore che diventa in breve convivenza, e poi matrimonio. Un amore che significa voglia di stare insieme sempre e per sempre …. o almeno per i 26 anni che il destino concede loro. Anni importanti, densi di significato, degni di essere vissuti minuto per minuto.

Enrico e Lilli non si lasciano sfuggire l’opportunità di essere felici e trascorrono la vita l’uno per l’altra, attraverso la condivisione, il dialogo, la comunicazione. Un amore bello, bellissimo, che cancella la pesantezza di un passato doloroso per lasciare spazio a un presente e a un futuro luminosi e splendenti. La scrittura di questo libro è in qualche modo terapeutica per l’autrice, che si trova a fronteggiare la perdita del grande amore della sua vita e a rimpiangere ogni cosa: mettere le parole su carta significa però anche sorridere, con le labbra e con il cuore, ricordando momenti preziosi che meritano di essere mantenuti. Che non meritano di essere persi.

Un giorno, quando ci rivedremo è un omaggio a un amore durato molti anni e composto prevalentemente da emozioni intense e positive. Un amore che non si cancella dalla memoria e che attraverso le pagine del libro rivive ogni giorno con forza e tenerezza. Lilli riesce a comunicare quello che custodisce nella sua anima, con un linguaggio semplice e fresco che tiene avvinto il lettore. E anche se si conosce già il (triste) finale, si ha la voglia di voltare ogni pagina con immutata curiosità, per scoprire quali altre sorprese nasconde la vita di questa donna che ha sofferto ed è rinata attraverso l’amore.

Cenni sull’autrice

Lilli Fulco è nata nel 1962 a Roma, dove ha conseguito il baccellierato in Scienze Religiose. Per più di 10 anni ha lavorato nell’insegnamento, salvo poi lasciare la professione per viaggiare al seguito del marito, dirigente di istituti alberghieri spesso in movimento in diverse zone dell’Italia. In seguito al rientro a Roma, ha iniziato a lavorare per una azienda municipalizzata della capitale. L’amore per la scrittura, da sempre coltivato per se stessa, si è concretizzato nella pubblicazione del suo primo libro ‘Un giorno, quando ci rivedremo’, in cui la sua esperienza personale ha preso la forma di un romanzo intenso e avvincente.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per scoprire qualcosa in più del suo vissuto e delle motivazioni che l’hanno portata alla scrittura del suo romanzo. Per noi e per i lettori è interessante conoscere meglio gli autori ed entrare nelle loro dinamiche personali, al fine di comprendere meglio anche la lettura che si sta per intraprendere.

Di seguito riportiamo l’intervista a Lilli Fulco.

L’amore, in ogni sua forma, rappresenta un’ancora di salvezza?

L’ amore rappresenta anche più di un’ancora di salvezza. E’ un cordone ombelicale che non si spezza neanche con la morte,  continua ad esserci in eterno.

E’ possibile emanciparsi da un passato difficile e ‘rinascere’ come una nuova persona?

Io credo che sia possibile. Nel mio caso, mio marito mi ha fatta rinascere, donandomi la gioia di vivere e la consapevolezza di essere una donna nel mondo. Oggi, io vivo di questa eredità.

Quando è nata la sua passione per la scrittura?

Ho sempre avuto la passione per la scrittura. In essa esprimo ciò che sento di essere intimamente. Da giovane scrivevo poesie e lettere d’amore su commissione. Dopo la morte di Enrico/Armando, si è sprigionato dentro di me un indefinibile bisogno di narrazione.

Ha delle abitudini particolari mente scrive?

Non ho delle abitudini particolari. Mi accade però, sempre, di immedesimarmi in ciò che scrivo fuggendo dalla realtà. Quando poi  smetto,  ho bisogno di un attimo per tornare alla concretezza della vita reale.

Sta già lavorando a un nuovo progetto?

Si, sto già lavorando a un nuovo progetto ma con molta tranquillità. Non ambisco a nulla, e se mai riuscirò a terminare questo romanzo,  la Casa Editrice  Europa   sarà la prima a cui presenterò la proposta.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo ancora Lilli Fulco per averci dedicato il suo tempo e aver risposto con disponibilità alle nostre domande. Per noi è stato un piacere accompagnarla nel percorso editoriale finalizzato alla pubblicazione del suo romanzo e le auguriamo di ottenere il riscontro che desidera per questo e per i futuri libri.

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