Intervista a Giusy Mondani, autrice di ‘Gli occhi di nonna Liliana’

‘Gli occhi di nonna Liliana’ è il libro di Giusy Mondani edito da Europa Edizioni.

La vita di Liliana Segre viene raccontata in modo inedito, attraverso immagini e parole. Le immagini prendono la forma di illustrazioni, che l’autrice stessa ha realizzato attingendo al materiale fotografico della Famiglia Segre presso l’Archivio fotografico della Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano.

E’ un messaggio di speranza a tutti gli effetti quello dell’autrice, in primis perché la scelta di dedicare un libro a Liliana Segre riflette l’importanza che questa donna ricopre nell’immaginario collettivo. E poi riflette il legame invisibile che si è creato tra l’autrice e la Segre, un personaggio importantissimo per la sua tenacia nel diffondere un messaggio di amore e solidarietà.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per conoscere meglio lei e i retroscena che l’hanno spinta a condividere con il pubblico la sua prospettiva su un personaggio importante della storia contemporanea.

Di seguito riportiamo l’intervista a Giusy Mondani su ‘Gli occhi di nonna Liliana’.

Perché un libro di sole immagini?

Il disegno è il linguaggio che maggiormente mi appartiene. “Gli occhi di nonna Liliana” è un piccolo albo illustrato contenente anche una parte testuale che ho scritto personalmente. Testo e immagini sono intimamente collegate ma se il testo scandisce il ritmo della narrazione quasi si trattasse di una poesia, le illustrazioni portano il lettore, ed in particolare il piccolo lettore, in un percorso emozionale alla conoscenza della vita di una donna straordinaria quale è Liliana Segre. Le immagini hanno la capacità di coinvolgere empaticamente, ed in modo più immediato, il piccolo lettore che pur non essendo a conoscenza dei tragici fatti storici accaduti durante il regime nazista, riesce a comprendere le diverse emozioni provate da Liliana. Bambina felice e spensierata prima, confusa e circondata dall’ odio poi. Ragazzina strappata per sempre dall’amore del padre, ragazzina sola, schiacciata, annientata. Ragazzina che non si arrende e donna che vince il male con l’amore rinvenuto e di nuovo assaporato grazie all’incontro con il suo Alfredo. Infine nonna ideale di tutti i giovani e i ragazzi ai quali porta il suo messaggio di coraggio e di luce.

Chi è stata Liliana Segre?

Liliana Segre è stata una delle tante vittime innocenti di un regime assurdo, di odio, violenza e terrore quale è stato il regime nazista. L’unica colpa di Liliana è stata quella di “essere nata”, come spesso lei ripeteva, soprattutto ai giovani, durante i tantissimi incontri che ha tenuto in decenni di testimonianza attiva a favore della Memoria. Liliana Segre nasce e vive i primi anni della sua vita a Milano e apprende di essere ebrea solo nel momento in cui, a causa delle leggi razziali del 1938, le viene impedito di frequentare la scuola. E’ solo l’inizio di anni di dolore profondo, di sofferenza, di laceranti separazioni dagli affetti più cari che colpiranno Liliana e milioni di ebrei nel mondo a causa di un’ ideologia insensata e cruenta.

Liliana Segre però non è solo questo. Liliana è tutt’ora una donna che, riuscendo miracolosamente a sopravvivere agli orrori di Auschwitz ha saputo trovare la forza e il coraggio di continuare a vivere. Per anni ha portato la sua testimonianza soprattutto parlando ai giovani, nelle scuole, nelle università. Il suo è un messaggio di pace perché lei stessa ha consapevolmente scelto di essere una donna di pace come ama ricordare.

Cosa rappresenta il suo messaggio nella società moderna?

Attualmente Liliana Segre oltre ad essere senatrice a vita è presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Liliana è un grande esempio per tutti,in particolare per i giovani. Il suo messaggio è sempre un messaggio orientato alla pace. Lei porta ancora addosso le ferite profonde che l’odio può provocare e conosce bene il pericolo di ricadere in situazioni simili. Per questo si batte con fermezza per contrastare tutti quei fenomeni che possono portare, se non fermati in tempo, al ripetersi di nuovi olocausti. In un mondo come il nostro, dove la violenza verbale e non solo impervia anche a causa delle nuove tecnologie, dove fenomeni di bullismo, intolleranza e prevaricazione sono all’ordine del giorno, il suo messaggio è più che mai rivoluzionario oltre che attuale. Spero fortemente che le giovani generazioni comprendano appieno l’importanza di questa grande donna e la prendano come esempio. Per questo ho voluto realizzare “Gli occhi di nonna Liliana”.

L’acquisizione delle immagini è stata difficoltosa?

Per la realizzazione di alcune illustrazioni ho preso in parte ispirazione dalle foto di famiglia di Liliana Segre, custodite presso il CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) di Milano. Altre invece sono frutto di fantasia. Per la realizzazione di tutto il libro mi sono documentata attraverso foto dell’epoca per poter rendere le illustrazioni più aderenti alla realtà storica (abiti, divise, acconciature).

Ha in mente di preparare un altro libro di questo tipo?

“Gli occhi di nonna Liliana” è stato il mio primo albo illustrato al quale ha fatto seguito “Tutto è cambiato perfino la neve” sempre per Europa Edizioni. Anche in questo secondo libro illustrato si parla di Shoah, si parla di una donna coraggiosa e più precisamente di Irena Sendler, un’assistente sociale polacca che ha salvato migliaia di bambini ebrei dallo sterminio, facendoli uscire daInl ghetto di Varsavia nei modi più impensabili e rischiando quotidianamente la propria vita.

Il tema è lo stesso, le illustrazioni sempre in bianco e nero con una sola nota di colore, ed il messaggio finale rimane comunque un messaggio di speranza. Due storie molto diverse ma che hanno in comune la sconfitta dell’odio precostituito e incommensurabile di fronte alla fragilità del coraggio e della capacità di amare di due donne. Il tema della Shoah mi tocca così in profondità che è mia intenzione continuare a raccontare ai bambini, attraverso i miei albi illustrati, storie di persone speciali che hanno attraversato l’incubo dell’olocausto e che ancora oggi hanno qualcosa da insegnare a tutti noi.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo ancora Giusy Mondani per averci dedicato il suo tempo con grande disponibilità e per aver condiviso con noi il suo cammino editoriale. Le auguriamo di avere  il riscontro che desidera per ‘Gli occhi di nonna Liliana’ e di procedere con la creazione di altri albi illustrati della stessa intensità.

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