Intervista a Bruno Tomasich, autore di ‘Il convitato di pietra’

‘Il convitato di Pietra’ è il libro di Bruno Tomasich pubblicato da Europa Edizioni.

 “Da quando sono in pensione, dal lontano  1992,  mi sono dato alla lettura, una mia passione fin dai tempi della fanciullezza in cui i primi libri furono quelli di Emilio Salgari. Durante la mia vita di chimico industriale ho scritto in merito al mio  lavoro.  Ho cominciato a scrivere nei primi anni del 2.000 e fino ad oggi ho pubblicato 32 libri”.

Sul finire della seconda guerra mondiale, all’età di 15 anni,  Bruno Tomasich è stato un ragazzo di Salò e ha militato nelle formazioni giovanili della Repubblica Sociale Italiana. Da qui l’idea di scrivere questo libro, come testimonianza di un evento vissuto in prima persona e da raccontare dalla sua personale prospettiva.

“Cercherò, armandomi della necessaria pazienza, di affrontare anche questa bisogna aiutandomi con quel poco che posso trovare rovistando, come è mia vecchia consuetudine, nel cassetto polveroso della mia memoria. E dei miei studi”.

Ed è così che, frugando nella sua memoria colma di strati e strati di informazioni e ricordi, l’autore riesce a offrire un racconto inedito di una storia che ha coinvolto il Paese e tanti giovani come lui. Giovani che oggi, leggendo il libro di Bruno Tomasich, potrebbero ritrovare nuovi ricordi e nuove prospettive …. oppure una conferma di quello che è il ‘loro’ di ricordo.

La narrazione fluida e il ricorso alla prima persona rendono la narrazione fluida e scorrevole, ma anche intima e profondamente personale. Il lettore si trova immerso nella storia, aggrappato al filo della realtà e della curiosità per quello che verrà dopo, per come evolverà la storia di questo convitato di pietra che offre il titolo e le azioni alla trama del libro.

Il Convitato di pietra chi è? E’ una figura che si presenta, e rimane per un bel po’, avvolta nel mistero. Perché lui non ha ricevuto alcun invito, però se ne sta lì, davanti a tutti. E non sembra avere intenzione di andarsene. Rimane lì, nell’ostile silenzio che proviene da chi lo osserva, e nel suo, altrettanto impenetrabile. L’aria ‘profuma’ di diffidenza, di ostilità mal repressa, di quell’aria pesante che si respira quando qualcosa non torna.

Cenni sull’autore

Bruno Tomasich è nato nel 1929 a Cesena (FC). Nel corso della sua vita ha vissuto in numerose città: Venezia, Verona, Padova, Napoli, Roma. Laureato in chimica industriale, è stato direttore di uno stabilimento di produzione di gas tecnici.

La sua attività intellettuale è stata interamente dedicata nel campo scientifico a nuove tecnologie con l’impiego dei gas tecnici e speciali in tutte le possibili applicazioni tecniche, mediche, chimico-farmaceutiche, ecologiche e scientifiche. Fra queste ultime ha collaborato a suo tempo con le Officine Galileo per la realizzazione per la Compagnia Industriale Aerospaziale di via Salaria in Roma del simulatore per la costruzione del primo satellite di telecomunicazione nello spazio. Ha realizzato impianti presso centrali Enel compreso la nucleare di Latina, nelle principali industrie chimiche, alimentari, metallurgiche, della refrigerazione e nel settore medicale ed ecologico.

Nel 1992 è andato in pensione e da allora si è dedicato esclusivamente alla sua numerosa famiglia, composta da moglie e sei figli. In questo periodo, con il tempo libero a sua disposizione, ha iniziato a dedicarsi alla lettura, con particolare riferimento alla letteratura scientifica.

Nel 1997 si è iscritto alla Facoltà di Scienze Biologiche della Sapienza di Roma per poi laurearsi nel 2002 con 110 e lode in Biologia Molecolare con tesi sperimentale in Neurologia, presso i Laboratori di ricerca sul cervello dell’Università Tor Vergata IRCCS – Fondazione Santa Lucia.

Subito dopo la laurea, la morte prematura della figlia Rossella lo ha portato a chiudersi nella lettura e nella ricerca. E’ a questo punto che ha scritto il suo primo libro: ‘Rossella l’anima e il corpo dalla vita alla morte’, pubblicato da Albatros. 

Le pubblicazioni

Per il gruppo Albatros

Vivere l’Alhzeimer

L’altra Storia il confronto

Necessità dell’entropia

La nostra terra

Scienza e filosofia

Zeitgeist

Monti di cartapesta

Oltre il Pci e il socialismo europeo

Per Europa Edizioni

Chi volle la Seconda Guerra Mondiale?

Non vengo via con te

Brandelli di memoria

Dove s’è cacciato il mondo?

Il Contastorie

Il Contastorie – Parte Seconda

Il guardaroba degli italiani voltagabbana

Per Editrice Ibiskos Risolo

Elogio del CO2

Per Caosfera

Monti di Cartapesta

Il sogno di un visionario – la terza rivoluzione industriale

Per Prospettive Edizioni

Attualità senza memoria

La decrescita infelice

Dal Pci alla socialdemocrazia e oltre

Una Repubblica Sociale

A nessuno piace freddo

A Noi!

Per Il Violino

Una Repubblica Sociale

Per Settimo Sigillo

Lo Svendennio

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autore per scoprire qualcosa in più sui retroscena del suo libro e sulle motivazioni che lo hanno spinto a scriverlo.

Di seguito riportiamo l’intervista a Bruno Tomasich su ‘Il convitato di pietra’.

Com’è nata l’idea di questo libro?

Il libro è nato per l’amore della verità storica e per testimonianza personale di fatti vissuti.

Qual è stato il primo libro che ha letto e cosa le ha insegnato?

Dopo l’abbecedario, “I Misteri della Jungla nera” di Emilio Salgari. Mi ha insegnato l’amore per la conoscenza nel solco della tradizione.

Ci sono degli autori in particolare a cui si ispira quando scrive?

Non mi ispiro a nessuno in particolare ma a tanti in generale, avendo una biblioteca di più di cinquemila libri.

Quale messaggio ha voluto lanciare con il suo libro?

Il messaggio del libro è che  la storia scritta dai vincitori dovrebbe tenere conto anche della Storia dei vinti.

A quale tipo di pubblico è rivolto questo libro?

Il mio pubblico? “Sento la più profonda commozione di chi vorrà condividere con me questo libro, nella speranza di ritrovare antiche amicizie e comuni ricordi nei pochi superstiti che le vicende e il tempo inesorabile ancora consentono”.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo ancora Bruno Tomasich per averci dedicato il suo tempo e aver risposto alle nostre domande. Per noi è stato un piacere camminare al suo fianco nell’iter per la pubblicazione del suo libro e gli auguriamo di ottenere il riscontro che desidera da parte del pubblico.

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