Intervista a Valeria Veramonti, autrice di ‘Quaranta giorni con Gesù’

‘Quaranta giorni con Gesù’ è il libro di Valeria Veramonti pubblicato da Europa Edizioni.

Il libro contiene spunti interessanti per chi ha già una fede salda e per chi ancora deve costruirla, sia minori sia adulti. L’autrice ‘nasce’ atea, per scoprire la fede solo da grande e a seguito di un evento traumatico che ha sconvolto la sua vita. Ed è proprio da questa prospettiva che Valeria parla, dal suo punto di vista di neofita della fede che ora è attiva come catechista. E come semplice Cristiana che crede, pensa e sa di poter trovare nella fede un rifugio e un supporto nei momenti bui, da quelli personali ai drammi condivisi come la recente Pandemia.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per comprendere le motivazioni profonde che l’hanno spinta a scrivere il suo libro. Per i lettori è interessante scoprire i retroscena della pubblicazione di un libro, e per soddisfare la loro e la nostra curiosità abbiamo posto alcune domande all’autrice in merito al suo primo manoscritto.

Di seguito riportiamo l’intervista a Valeria Veramonti su ‘Quaranta giorni con Gesù’.

La Fede è di aiuto nei momenti di difficoltà?

Io ho incontrato la Fede a seguito di evento traumatico avuto nel terremoto del 30 ottobre 2016; mi ha cambiato la vita e salvato in quella occasione e in tante altre.

In particolare, cadendo dalla scalinata del palazzo ho riportato un trauma cranico con postumi e crisi claustrofobiche; in quella occasione ho avuto la certezza dell’esistenza di tanto altro ed una fortissima e profonda rassicurazione. Subito ho visto il mondo, la vita, il futuro con occhi diversi.

Da lì anche l’esigenza di adoperarsi per gli altri e la necessità di divulgare il più possibile queste certezze. Ho compreso che noi non siamo qui per caso, ognuno di noi ha una “missione”; e che vi è un “qualcuno” che dirige e segue come un Padre amorevole tutto ciò.

Nel 2017 ho perso mia madre a causa di un tumore e penso che solo la Fede possa farti sopravvivere ed accettare un dolore simile

La Fede è l’unica “cosa” valida quando null’altro ti può aiutare.

Come ha avuto l’idea di scrivere questo libro?

Allacciandomi alla “missione” di cui sopra, nel marzo 2020, all’esplodere della pandemia in Italia e all’istituzione della zona rossa, ho iniziato a preparare delle “slides” per i ragazzi del Catechismo da usare in caso di incontro da svolgersi per via telematica ( piattaforme meet o diretta di gruppo messanger) , con lo scopo di rassicurarli in un momento difficilissimo.

Non sopportavo di stare immobile in un momento fondamentale. E di lasciare soprattutto i ragazzi (8 anni di età) in balia del panico e dell’isolamento.

Da lì, l’idea di fissare nei ragazzi dei punti fermi del Cristianesimo: impostare l’incontro in modalità di domande aperte per far partecipare i ragazzi attivamente, nell’impossibilità di confrontarsi personalmente sui lavori del testo ufficiale adottato dalla Parrocchia.

Far comprendere ai ragazzi, che peraltro sono molto curiosi, che vi è un qualcosa di più grande che ci ama, protegge, sostiene, se solo noi lo accogliamo nei nostri cuori.

Sono tornata alla Fonte delle Fonti: il Vangelo; ciò che Gesù ha detto, ha fatto, i suoi gesti, il suo mondo, le sue Perle, la sua saggezza e profondità filosofica (impensabile per un uomo comune del suo tempo) espressi in semplici e dirette parole donate al popolo, agli umili, agli indifesi, ai poveri e malati.

Tutto il Suo immenso potere dirompente in una semplicità disarmante .. che difatti permane nei secoli

A quale tipo di pubblico si rivolge?

Inizialmente era rivolto ai ragazzi, poi nel corso della stesura ho pensato che potesse essere di aiuto anche agli adulti, alle persone lontane dalla Fede. Riscontro molto interesse da parte degli stranieri che hanno difficoltà con la lingua italiana ma che sono molto devoti (sudamericani, polacchi ecc. ..)

L’Italia è un paese cattolico. Quindi, mi sono chiesta “cosa vuole sentirsi dire un non credente per potersi  avvicinare a Gesù ?!”

Nella mia vita da atea avevo sentito quotidianamente parlare di Cristianesimo, eppure tutto ciò che avevo ascoltato non era stato mai abbastanza convincente.

Poi, nel momento dell’ “Illuminazione” e successivamente, mi sono chiesta :“ ma perché non mi hanno mai parlato di Gesù in questi termini? Poche semplici parole mi avrebbero avvicinato e non mi avrebbero fatto perdere il Suo amore per 36 anni ! Invece mi hanno riempito la testa di cose inutili, alcune errate e fuorvianti.. parlare d’amore è e deve essere una cosa semplice!

Quaranta giorni con Gesù’ è il suo primo libro? Cosa ha provato nel vederlo pubblicato?

S,ì è il primo.

Del tutto inaspettato. Ne sono orgogliosa e soddisfatta. Se solo lo avessi immaginato, avrei curato meglio alcuni aspetti, forse un lavoro spedito troppo frettolosamente.

Dopo la pubblicazione è nato un gran interesse, non credevo che parlare di Gesù fosse una cosa sconvolgente né nuova; insomma in Chiesa lo fanno ogni giorno, eppure lì vi è una sorta di assuefazione. Invece sentire farlo da me  crea curiosità, stupore, scetticismo..

Sono tante le reazioni

Quando hai la certezza di ciò che fai, nulla ti ferma !

Ma mi stupiscono le reazioni incredule di alcuni “cristiani”

Da piccola subivo la loro intolleranza in quanto atea, ed oggi il loro stupore alla conferma dell’esistenza di Gesù!

Questa pubblicazione mi dà conforto e sostegno.

Ha già un nuovo libro nel cassetto?

Molti credono che il testo contenga la storia della mia Conversione al Cristianesimo (avvenuta a 36 anni nel 2019) e, alla smentita, mi chiedono di farlo…

Pensavo anche a un dialogo tra me e mio padre (completamente ateo)

La Conversione ti dà forza .. nulla è escluso … la missione divulgativa di testimonianza è continua

Noi di Europa Edizioni ringraziamo Valeria Veramonti per averci dedicato il suo tempo e per la sua disponibilità nel rispondere alle nostre domande. Siamo lieti di aver camminato al suo fianco nel cammino editoriale che ha portato alla pubblicazione del suo manoscritto ‘Quaranta giorni con Gesù’.

Le auguriamo di ottenere il riscontro che desidera per il suo libro e di trovare la giusta ispirazione per futuri progetti.

Ai lettori auguriamo invece di comprendere il senso più autentico di questo libro e di farne l’uso migliore per se stessi e per i propri cari, soprattutto per i minori.

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