Intervista a Sonia Fantauzzo, autrice di ‘Jacob’

‘Jacob’ è il libro di Sonia Fantauzzo edito da Europa Edizioni.

Il romanzo è un omaggio al mito di Medusa e alla psicologia e psicoterapia, intesa come rimedio per risolvere ogni problema. Accade così che realtà e mito si trovino mescolati in un romanzo dal ritmo teso, serrato, in cui le vicende reali di un giovane restauratore si mescolano con la mitologia legata a Medusa e con le concrete ‘strategie’ di cura di un gruppo di pazienti schizofrenici.

L’autrice trasporta il lettore in un viaggio affascinante in cui le vite di Jacob e degli altri personaggi si intrecciano in modo sempre più stretto e coinvolgente.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per capire cosa l’abbia spinta a scrivere e a condividere la sua storia con i lettori. C’è sempre un momento particolare che avvicina gli autori alla scrittura e che li ha portati alla pubblicazione di un libro, e per i lettori è sempre interessante scoprire questi retroscena. Per soddisfare la nostra e la vostra curiosità abbiamo posto alcune domande all’autrice per scoprire qualcosa in più sul suo romanzo.

Di seguito riportiamo l’intervista a Sonia Fantauzzo sul suo libro ‘Jacob’.

Come ha scelto il titolo del suo romanzo? Solo il nome del protagonista …..

La storia è ambientata ad Istanbul e il mio protagonista principale è turco. Ho fatto una ricerca sui nomi turchi maschili e ho scelto Jacob. Non so perché. Mi ha colpita in modo particolare più di tanti altri. Poi mi sono resa conto che solo quel nome poteva non essere una gran calamita per il lettore. Così ho aggiunto il sottotitolo “Elogio alla follia” perché non esiste “aggettivo” migliore per definire il mio personaggio. Volevo elogiare una componente della follia che io definisco genialità. Jacob, nel suo contesto, è un genio. In questa storia entrano in gioco centinaia di particolari tutti con la stessa importanza. Per cui è stato difficile pensare ad un titolo dando più importanza ad un particolare piuttosto che ad un altro.. Ma alla fine, la semplicità, è sempre l’arma migliore. Il mio libro parla di Jacob, tutto nasce da lui. Era giusto che il titolo portasse il suo nome. 

Dove ha trovato l’ispirazione per scrivere questa storia?

L’idea è nata ad Istanbul durante un piccolo viaggio di piacere con il mio compagno. Proprio lui, architetto, era già stato in quella città. Per cui ha pensato che non dovessimo fare per forza il classico giro turistico. Mi ha portata alla Basilica Cisterna Yerebatan Seray. Appena entrata, l’oscurità, l’odore salmastro, la distesa d’acqua e la musica inquietante in sottofondo, hanno scatenato in me un’allucinazione visiva. Su una delle passerelle che sormontano le acque ho visto la figura di un uomo che fuggiva. Ho messo nero su bianco quell’immagine e vi ho costruito intorno tutta la storia. Complici sono state altresì le due basi di colonna poste in fondo alla cisterna e raffiguranti l’immagine di Medusa. Mi sono chiesta cosa ci facesse Medusa in quel luogo e di nuovo, dal mistero, è esplosa la fantasia.

Quando ha iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere da ragazzina. Direi dalla scuola media grazie ad un’ottima insegnante di letteratura. Scrivevo per lo più poesie. Ma non semplici poesie. Mi dilettavo in versi in settenari ed endecasillabi, con rima e senza rima. Poi, ad un certo punto, la poesia non mi bastava più. Così ho iniziato a scrivere  racconti brevi, bizzarri, che non saprei classificare in una qualche categoria di scrittura. Ma anche i racconti brevi hanno iniziato a non essere più sufficienti alla mia soddisfazione. Così, a seguito del mio primo viaggio all’estero, per la precisione in Africa, ho iniziato a scrivere un romanzo. Ci ho impiegato 7 anni per scriverlo. Lo chiamerei più che altro una prova di scrittura. Ma sono stata orgogliosa di portare a termine quel lavoro. Nel frattempo ho letto molto e studiato per migliorare la mia scrittura. E oggi sono soddisfatta del mio “Jacob” più di ogni altra cosa.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Non ho abitudini particolari però devo necessariamente mettere in atto delle strategie a compensazione della mia scarsa memoria. Questo purtroppo è peggiorato dal fatto che i miei impegni lavorativi e familiari mi concedono poco tempo per la scrittura. A volte mi ritrovo a scrivere a distanza di un mese dall’ultima volta. Pertanto ho imparato a redigere, contestualmente ad un romanzo, una sorta di “riassunto” di ogni singolo capitolo e un blocco note di appunti per ricordarmi di approfondire determinati argomenti. Un’altra abitudine è quella di stampare ciò che ho scritto una volta superate le cento pagine. Mi accorgo di essere più veloce a sfogliare piuttosto che muovermi con il mouse alla ricerca di un dettaglio che mi è utile e che a volte dimentico di precisare sui riassunti. Infine ho l’abitudine di rileggere gli ultimi tre capitoli che ho scritto prima di scriverne uno successivo, soprattutto quando è trascorso troppo tempo.

E’ già al lavoro su un nuovo romanzo?

Ebbene si. Non ho ancora scelto a quale stile “appartengo”. Per ora so soltanto che amo la psicoanalisi e che desidero che sia la base di tutto ciò che scrivo. Però ho deciso di “provarmi” su più stili. Per cui ho deciso di scrivere un giallo psicologico basato su un argomento di cui in “letteratura” si parla ben poco se non nel suo ambito specifico. Il lavoro si sta rivelando più difficile di quanto pensassi ma mi regala tante soddisfazioni e soprattutto mi sto divertendo moltissimo. Il nuovo romanzo sarà suddiviso in tre parti. Ho appena messo il punto alla fine della prima parte e mi accingo ad iniziare la seconda. Ma questa è un’anticipazione troppo affrettata. Potrei sempre cambiare idea in corso d’opera. Per ora … incrocio le dita.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo ancora Sonia Fantauzzo per averci dedicato il suo tempo e per aver risposto con disponibilità alle nostre domande. Per noi è stato un piacere avere accesso ai retroscena del suo romanzo e anche accompagnarla nel percorso editoriale indirizzato alla pubblicazione del suo manoscritto.

Le auguriamo di ottenere il riscontro che desidera per il suo romanzo e per le opere future. Al lettore facciamo invece l’augurio di lasciarsi ‘rapire’ dai destini di Jacob e degli altri personaggi.

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