Intervista a Mariana Ferrara, autrice di ‘L’angelo d’oro’

L’angelo d’oro è il libro di Mariana Ferrara edito da Europa Edizioni.

L’angelo d’oro è un libro fantasy. Il primo libro di quella che probabilmente sarà una saga, anche se l’autrice si esprime con cautela in proposito e parla solo di ‘idee’ per il momento. Di cosa si parla?

Di due mondi paralleli che si incontrano, si intrecciano e devono trovare una forma di comunicazione adeguata per entrambi. Non appena l’avranno trovata potranno collaborare per risolvere dei misteri irrisolti che hanno bisogno di una soluzione.

Da entrambi i mondi provengono dei personaggi che si legano in vario modo e creano delle dinamiche dagli esiti inattesi. E’ un incontro proficuo quello tra mondi differenti, nella misura in cui entrambi si arricchiscono e si generano dinamiche interessanti e, molto spesso, anche sorprendenti.

Alla base della narrazione c’è un elemento originale per un romanzo fantasy: l’amore. L’amore che travalica i confini di due mondi opposti e si configura come unica forza in grado di salvare tutto e tutti. In qualsiasi mondo ci si trovi, l’amore è la via d’uscita. L’amore si può sposare con l’avventura e regalare dei momenti di leggerezza e coinvolgimento indispensabili per la vita, in qualsiasi dimensione.

L’autrice regala al lettore un libro avvincente, in cui tanti elementi e tanti personaggi si mescolano dando vita a sviluppi che coinvolgono fino all’ultima pagina. Merito anche dello stile narrativo, che adotta registri stilistici adeguati alle diverse situazioni, e dà ritmo alla storia.

La storia di questo romanzo è nata poco a poco, non in un momento preciso, bensì dalle storie ed esperienze di altri che via via l’autrice ha ascoltato, letto, rielaborato nel corso degli anni. Più o meno consapevolmente, nel corso della sua vita l’autrice ha fatto tesoro di quello che la circondava e ha poi avuto la capacità di far confluire tutto nel suo libro. Il suo imperativo categorico è stato la leggerezza. Si è lasciata guidare dal desiderio di offrire una lettura dell’amore leggera, serena, rivolta a tutti, perché proprio tutti sono interessati all’amore e lo cercano nella vita in una delle tante forme che può assumere. “ Ho pensato di scrivere una storia leggera, dove ci sono varie forme d’amore, dove le persone possano immedesimarsi e vivere quella storia che stanno aspettando tramite i personaggi del libro”.

Cenni sull’autrice

Mariana Ferrara è nata in Romania, in un piccolo paese di provincia di nome di Calarasi. Proviene da una famiglia ampia, composta dai genitori e da nove fratelli. A quattro anni è stata adottata e si è trasferita a Palermo con i genitori affidatari.

Nel tempo ha imparato a esprimersi attraverso la scrittura, prima con le lettere e poi con testi più lunghi. La scrittura rappresenta per lei un modo per comunicare, perché per lei è più facile mettere le parole su un foglio piuttosto che parlare.

‘L’angelo d’oro’ è il suo primo libro e probabilmente avrà un seguito.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato per coprire qualcosa in più su di lei e sulle motivazioni che l’hanno spinta a scrivere il suo romanzo. Per i lettori è sempre interessante scoprire i retroscena che si celano dietro la scrittura di un libro e avvicinarsi all’autore in modo più profondo. Per soddisfare la nostra e la vostra curiosità abbiamo quindi posto all’autrice alcune domande alle quali ha risposto, seppure virtualmente, con grande disponibilità.

Riportiamo di seguito l’intervista a Mariana Ferrara su ‘L’angelo d’oro’.

L’amore è il motore del mondo?

L’ amore è il fulcro di ogni cosa a parer mio, di ogni nostra parola o gesto, che sia giusta o sbagliata per me è dovuta all’amore. Basta pensare che per amore noi ridiamo, piangiamo, soffriamo e purtroppo uccidiamo anche.

Com’è nata l’idea di questa storia?

E’ nata dall’insieme di tante storie che negli anni ho ascoltato. Vede, tutte avevano una cosa in comune; non solo la voglia di amare, ma soprattutto di esser amati, di trovare quella persona complementare a loro. Alcuni, mentre mi raccontavano cosa avevano vissuto, o cosa desideravano trovare, piangevano. Così ho pensato di scrivere una storia leggera, dove ci sono varie forme d’amore, dove le persone possano immedesimarsi e vivere quella storia che stanno aspettando tramite i personaggi del libro.

Ha sempre amato scrivere?

Si, sin da piccola sono stata un tipo timido, non esternavo i sentimenti. Probabilmente sarà stato causato da ciò che ho vissuto prima di esser adottata. Così, per esternare i miei sentimenti e pensieri, scrivevo ai miei genitori delle lettere che loro tutt’ora conservano. A volte una ciascuno, o una per entrambi. Non amavo leggere, solo col tempo ho apprezzato l’arte del libro, delle loro vicende trascritte e mi hanno aiutato poi col tempo a usare anche termini che non conoscevo, che poi riportavo nelle lettere.

C’è un libro a cui è particolarmente affezionata?

SI,ho un libro preferito: è Frankenstein di Mary Shelley e lo avrò letto decine di volte. Io credo che dentro di noi ci siano un po’ di Victor, uno scienziato  geniale e forse un po’ pazzo per alcuni, amante della conoscenza e del sapere, dedito alla famiglia soprattutto; e ci sia anche un po’ del mostro di Frankenstein, mostro fuori certo, assassino per vendetta e insoddisfazione a parer mio, ma anche una creatura che si sentiva sola e chiedeva una compagnia. In fondo siamo tutti legati alla famiglia ma allo stesso tempo siamo alla ricerca di qualcuno o qualcosa che ci renda completi. Per Victor era la scienza, per il mostro una compagna e per noi un lavoro e una compagna o compagno per la vita.

E’ già al lavoro su un altro libro dopo ‘L’angelo d’oro’?

Ultimamente, sto buttando giù qualche idea per la continuazione de ‘L’Angelo D’oro, ma non ho fretta; non voglio una storia che sia scontata, è un genere fantasy perciò è anche difficile non renderlo troppo assurdo e banale. Anche perché di libri fantasy c’è ne sono bellissimi che sono diventati film e io non vorrei creare qualcosa di inferiore da leggere. Già di per se la storia è particolare, che non trovi e leggi tutti i giorni perciò andrò con cautela nello scrivere la continuazione.

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