Intervista a Rosaria Jannace, autrice di ‘Napoli e la mia verità’

‘Napoli e la mia verità’ è il romanzo di Rosaria Jannace edito da Europa Edizioni.

E’ una storia autobiografica quella di Rosaria. Una storia che ripercorre in toto la sua vita, dai primissimi anni all’incontro con i problemi, con le difficoltà e anche con la gioia della vita. Un’esperienza catartica per l’autrice, che fin da piccola ha annotato su un diario quel che le accadeva e ha poi scelto di formalizzare il tutto in un libro.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per scoprire qualcosa in più su di lei e sui retroscena del suo romanzo.

Di seguito riportiamo l’intervista a Rosaria Jannace su ‘Napoli e la mia verità’.

‘Napoli e la mia verità’ è un libro autobiografico?

Lo è  al cento per cento. Sono pagine di diario, scritte al momento degli eventi. I luoghi i personaggi si riferiscono al mio personale ricordo.  I fatti prima della mia nascita e dei primi anni della mia infanzia, mi sono stati riferiti dalla mamma, dalla nonna e dalle zie che vivevano nella mia casa e  con le quali ho avuto sempre rapporti di confidenza. Fatti ricordati soprattutto perché  essendo molto timida, piuttosto che giocare con i miei coetanei preferivo ascoltare i discorsi dei grandi, apprendendo fatti e situazioni che, forse, i miei stessi fratelli non conoscevano, essendo loro più  propensi al gioco e al divertimento, sia tra di loro che con i cugini, avendo, inoltre, meno complessi di me. Dall’età  della ragione, invece, anche i fatti si riferiscono a quelli che io ho personalmente visti ed elaborati, secondo la mentalità  delle varie età  e dalle esperienze  vissute.

Quando ha avuto l’idea di scrivere questo romanzo?

A scuola capitava spesso che qualche mio professore amasse comunicare alla classe le idee che io esprimeva nei miei temi in classe. Mi consigliavano, però,  di migliorare la forma, per a queste  ciò, oltre a leggere tanto, dovevo esercitarmi anche a scrivere tanto, ad esempio scrivendo il mio diario  on gli avvenimenti della giornata, i sentimenti che provocava o in me e le riflessioni che ne deducevo. Fu così che già  dalle medie inferiori iniziai a fermare i miei ricordi nelle pagine del mio diario. Iniziai con un breve racconto di tutto quello che era stato il mio vissuto dalla nascita al momento in cui mi accinsi a raccontare. L’amore., la passione per i miei cari mi ha indotta a raccogliere  foto, poesie e fatti  che riguardavano sia loro che me. In seguito non ho mai tralasciato l’abitudine di scrivere il mio diario, riportando lì i fatti, i luoghi, le persone e i sentimenti che arri chi amo la mia  vita. Quindi sono pagine di diario  che, dopo essere andata in pensione dal lavoro,ho elaborato e arricchito dando la forma di un romanzo.

Qual è il suo pubblico ideale? A chi pensa quando scrive?

Essendo pagine di un diario, ho iniziato a scrivere sia per migliorare la mia forma letteraria, sia per appagarmi di tutte le delusioni che la vita mi dava. Difatti da giovane studentessa delle medie inferiori, pensando agli eventi della mia vita. ripetevo con Leopardi: “O natura o natura perché non ci rendi quello che prometti allora?” E l’allora di quei tempi si riferiva solo al mio aspetto fisico, il quale non era accettato né dai miei parenti, né dallo specchio. Ero magra, pallida e senza forme, ero castana e insignificante, mentre sognavo i capelli biondi e gli occhi azzurri, come le bambole che mi regalava la Befana. Quindi io ho scritto soprattutto per me, col tempo ho capito che, forse, anche ai miei parenti e ai miei amici avrebbero avuto piacere a conoscere le mie sofferenze e le mie esperienze. Così spero che possano interessare a qualche curioso che voglia conoscere i tempi, i luoghi, le persone e le concezioni di un tempo che fu.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Scrivo quasi per ispirazione, dato che sento il bisogno di affidarmi alle pagine del diario quando vivo una situazione particolare: o di tanta gioia o di tanto dolore, ma anche di tanta confusione. Per scrivere ho bisogno di essere sola in casa, il silenzio mi aiuta a riflettere e a scrivere con una certa obiettività ciò che voglio fissare per iscritto, sia per non dimenticare, sia per capire e superare un momento difficile. Nel silenzio riesco meglio ad arrivare alla verità: a volte un grande dolore o una grande gioia ci rende poco obiettivi; in questi momenti, se riguarda un’offesa ricevuta, nel petto nasce un desiderio di vendetta, ma solo la riflessione che si acquisisce col silenzio si ha la capacità di capire e di perdonare, così che nostre convinzioni morali e religiose trovano ragione di essere e di appartenerci come tessuto intrinseco della nostra personalità.

Sta già lavorando ad altre opere?

Sto elaborando i miei primi 50 anni di vita matrimoniale. Le difficoltà di una giovane sposa in un paese sconosciuto e senza nessuna amicizia. La gioia di tre maternità, le varie malattie che mi hanno accompagnata sempre nel corso della mia esistenza e fino ad oggi che a 75 anni pesano ancora di più. Le esperienze e le amicizie acquisite, le quali, soprattutto, nei primi anni di matrimonio hanno sostituito il calore e la simpatia del popolo napoletano. Nuovi e diversi modi di vivere e di pensare, ma comunque di buon vivere e di ben pensare. Gli anni del terrorismo vissuti con partecipazione (almeno morale) con i nuovi compagni di scuola serale. Il diploma di ragioniere, la patente, la partecipazione e la vittoria di ben due concorsi pubblici. Il lavoro con nuove conoscenze, i non facili rapporti con alcuni colleghi, con alcuni superiori e inferiori, ma anche la simpatia e l’amicizia con avvocati, altri colleghi e altri superiori e inferiori, più sensibile e più umani. Infine la pensione dal lavoro con tutto il resoconto di una vita piena di sofferenze, di dissapori, di gioie e di felicità, come quella di essere non solo mamma, ma anche nonna di quattro belle nipotine.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo ancora l’autrice per la sua disponibilità nel rispondere alle nostre domande. La abbiamo accompagnata con piacere nel percorso editoriale che ha portato alla pubblicazione del suo romanzo e le auguriamo di ricevere il riscontro che merita.

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