Intervista a Teresa Pasotti, autrice di ‘Parole e poesie’

‘Parole e poesie’ è la raccolta poetica di Teresa Pasotti edita da Europa Edizioni.

“Ormai scrivere è diventato per me un vizio irrinunciabile, una sorta di dipendenza”. Le parole dell’autrice spiegano tutto. Del suo modo di pensare, del suo modo di essere, del suo modo di scrivere ….. E leggendo il libro si ritrovano nelle sue poesie, nei versi che esprimono una urgenza comunicativa ed espressiva.

I versi, che sgorgano impetuosi senza che sia possibile trattenerli, esprimono il ritmo interiore dei pensieri, dei sentimenti e degli stati d’animo dell’autrice. Il tutto finalizzato, pur nella sua spontaneità, a sottolineare la precarietà dell’esistenza e la solitudine da un lato; la bellezza presente nel mondo, la passione e i sentimenti positivi dall’altro.

Cenni sull’autrice

Dopo anni di insegnamento, l’autrice nel 2020 ha iniziato a scrivere, complice l’isolamento causato dalla pandemia.

Ha subito ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi di poesia:

Premio internazionale ‘Incolori dell’anima’: menzione speciale

Concorso letterario “Dalla meta mai non torcer gli occhi”: menzione speciale

Premio letterario internazionale “Scrittori sotto i riflettori”: premio speciale con titolo di eccellenza

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per scoprire qualcosa in più su di lei e sulle motivazioni che l’hanno spinta a scrivere il suo libro. Per soddisfare la nostra e la vostra curiosità le abbiamo posto alcune domande e abbiamo capito cosa significa per lei la scrittura e in che modo è arrivata alla pubblicazione del suo manoscritto.

Riportiamo di seguito l’intervista a Teresa Pasotti sul libro ‘Parole e Poesie’

Come è nata l’idea di questo libro?

I miei testi sono nati quasi da sé, non sono frutto di una progettualità precisa, ma di un dialogo introspettivo spontaneo, che ha portato alla superficie la parte più profonda di me stessa, liberando energie inconsce e favorendo il mio equilibrio interiore.  L’idea di pubblicare una silloge è sorta quando scrivere per me stessa non mi è più bastato; così, dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti per singoli testi in concorsi di poesia, vincendo un iniziale pudore ( e posso dire che in questo caso ‘galeotto fu’ internet), ho deciso di espormi con una raccolta di quaranta poesie. Non si è trattato di velleitaria ostentazione, ma di un atto di umiltà dettato dal bisogno insopprimibile di condividere la mia esperienza poetica sottoponendola al giudizio insindacabile dei lettori.

La pandemia ha influito sulla sua produzione artistica?                                                                                                              

L’isolamento indotto dalla pandemia ha costretto tutti noi a un dialogo più autentico con noi stessi e a rivedere la scala delle nostre priorità e dei nostri valori. Per quanto mi riguarda, la solitudine forzata, lo stravolgimento dei quotidiani ritmi di vita e  l’assenza di rigidi vincoli temporali mi hanno offerto l’opportunità di scoprire il piacere di scrivere,  abbandonandomi alle suggestioni dei moti dell’animo, di quelli presenti e di quelli trascorsi, ma attualizzati dall’incessante e preziosa attività della memoria. Senza aver nulla pianificato ho iniziato così ad appuntare sul telefonino impressioni, sensazioni, ricordi …

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Come ho prima accennato, solitamente scrivo di getto, sul mio telefonino, nelle circostanze più disparate; poi, in momenti successivi, rivedo e modifico quanto ho appuntato, integro e cancello fino a quando ritengo di essermi espressa in modo compiuto ed efficace.  La ricerca e la scelta delle parole da utilizzare mi appassiona, rappresenta per me una sorta di esplorazione ludica dell’universo lessicale e, se dà buoni risultati, mi gratifica enormemente.

C’è un libro al quale è particolarmente legata e che le ha insegnato qualcosa?  

I libri sono sempre stati e sono tuttora per me uno strumento di studio e di lavoro e una inesauribile fonte di piacere. Ne ho letti moltissimi e mi risulta difficile indicarne uno in particolare. Ovviamente i classici mi hanno arricchita molto interiormente, ma anche testi di narrativa e poesia contemporanea mi hanno offerto spunti e stimoli per la mia crescita umana e intellettuale. La lettura fa parte della mia quotidianità e condivido il pensiero del grande Umberto Eco, mio ex docente di semiotica, secondo cui chi legge conosce cento, mille vite  e vive tante volte più di una vita, ed è una cosa bellissima, è una sorta di immortalità.                                                               

Uno dei libri a cui mi sento particolarmente legata è la monumentale opera “ Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust, pietra miliare della letteratura del XX secolo. La precisione con cui Proust dà forma al mondo interiore, al labirinto della mente e al suo funzionamento attraverso ricordi creduti definitivamente sepolti, ma richiamati alla luce dalla memoria, è coinvolgente e oltremodo stimolante per il lettore. Questo perché, come afferma lo stesso Proust , ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Sta lavorando ad altre opere?  

Sto  scrivendo altre poesie. Ormai scrivere è diventato per me un vizio irrinunciabile, una sorta di dipendenza. Mi preme in questa sede esplicitare una mia profonda convinzione e cioè che la poesia non debba essere considerata appannaggio di pochi eletti, bensì uno strumento conoscitivo e terapeutico ‘democratico’, cioè alla portata di tutti.  In molte scuole, anche in quelle milanesi dove ho insegnato, sono partiti e sono stati realizzati con successo numerosi progetti per avvicinare gli studenti alla poesia e per consentire loro di impadronirsi della cassetta degli attrezzi utili a produrre poesie. Attraverso il linguaggio poetico i ragazzi imparano a conoscere il proprio io interiore e questo serve ad acquisire maggiore sicurezza, fiducia in se stessi e capacità di comunicare e relazionarsi empaticamente con gli altri. A mio avviso, anche se non tutti  siamo dotati di sensibilità e di estro creativo in egual  misura, siamo comunque tutti potenziali poeti o per lo meno potenziali fruitori di poesia.                                                                                                                                                                                                     

Noi di Europa Edizioni ringraziamo ancora una volta l’autrice per averci dedicato il suo tempo e aver risposto con disponibilità alle nostre domande. Siamo stati lieti di accompagnarla nel cammino editoriale che ha portato alla pubblicazione del suo libro e le auguriamo di ottenere il riscontro che merita, per questa e per le opere future.                                                                                                                             

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