Intervista a Gabriella Cabella, autrice di ‘La città di granito’

‘La città di granito’ è il romanzo di Gabriella Cabella edito da Europa Edizioni.

La città di Granito è una raccolta di racconti. Racconti che affondano radici nel vissuto personale dell’autrice. Nelle figure dei suoi nonni, ad esempio. “Ho voluto scrivere un romanzo di formazione, con la consapevolezza che se non avessi vissuto tutte quelle storie io non sarei quella che sono”.. Così ci spiega Gabriella Cabella, mettendo a nudo per noi le motivazioni profonde che l’hanno spinta alla creazione di questo libro, e soprattutto ad articolarlo in una serie di racconti. Per fare spazio a tutti. Per dare la giusta rilevanza ai personaggi importanti della sua vita, quelli che l’hanno plasmata, condizionata, cambiata, influenzata ….. e hanno contribuito a formarla come persona.

I racconti proposti dall’autrice sono episodi portanti di una lunga storia familiare e trascinano il lettore in un altro tempo. Un altro tempo fatto di nonno Aurelio che si è imbarcato sul Regio Incrociatore Armando Diaz; di nonno Micheddu e nonna Pitrina, che tessevano insieme una tela fatta di cucina e dolori da affrontare. E di molto altro, di una famiglia basata su un tessuto forte, stretto, intenso, ‘un arazzo di intensa bellezza che li vede intrecciati e indissolubili’.

Ogni membro della famiglia legato agli altri in modo indissolubile, lungo i viali di una crescita emotiva che pone le basi per la successiva crescita culturale, esperienziale, affettiva. 

E’ un romanzo dolce, amaro e sottilmente nostalgico, in cui la narrazione si impone sul sentimentalismo e consegna al lettore un manifesto postumo di legami familiari stretti e profondi. Legami che comprendono l’autrice e che proiettano il lettore in un mondo ormai superato, perché gli anni mettono distanza tra lo stile e il modo di vivere. Ecco allora che un passato lontano cronologicamente, ma neanche troppo, torna a rivivere e, in modo avvincente, a riproporsi come baluardo di sentimenti veri, forti, indistruttibili.

C’è il sapore di tempi passati riletti con la consapevolezza dell’oggi in questo libro. E c’è l’ammiccare a ricordi, abitudini e scene del passato che, rilette oggi, fanno sorridere di tenerezza. Come il ricordo dei nonni che, nella loro grande casa, avevano come unici saperi “i dolori ed i fornelli”.

Cenni sull’autrice

Gabriella Cabello è nata a Oristano, in Sardegna, e lì ha sempre vissuto e lavorato.

Per anni ha ricoperto il ruolo di docente di italiano e storia all’Istituto tecnico industriale.

‘La città di granito’ è la sua prima pubblicazione. Ha iniziato a scrivere dopo il pensionamento, quando ha avuto molto tempo libero a disposizione.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autrice per scoprire qualcosa in più su di lei e sulle motivazioni che hanno portato alla scrittura del romanzo. Per soddisfare la nostra e la vostra curiosità le abbiamo posto delle domande per capire i retroscena del libro e sentirci più vicini all’autrice, al fine di capire meglio lei e il suo romanzo.

Di seguito riportiamo l’intervista a Gabriella Cabella su ‘La città di granito’.

Come è nata l’idea di scrivere una serie di racconti?

Premetto: il mio è un romanzo fatto di tanti racconti, storie degli anziani della mia famiglia, storie che costituiscono l’humus della mia esistenza. Il filo rosso di questi racconti, la trama  che li unifica, è la mia vita, che li attraversa tutti, dal passato al presente. Ho voluto scrivere un romanzo di formazione, con la consapevolezza che se non avessi vissuto tutte quelle storie io non sarei quella che sono.

Grande parte vi ha poi la mia esperienza di insegnante, che è stata la più grande lezione che io abbia mai ricevuto in tutti i miei giorni.

Nelle mie pagine si possono inoltre trovare riferimenti alla mia isola, la Sardegna, sospesa fra mito, separatezza, protagonismo  e intrusione della Storia.

Quando hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere quando ho lasciato il mio lavoro di insegnante. Dentro di me ho sentito un grande vuoto e la mia storia è emersa con forza, si è presentata a me intera.

Senza pensarci troppo ho scritto per ricominciare con una nuova avventura di vita. Con l’intento di dare anche frutto a tutte le suggestioni e le passioni storiche e letterarie che hanno accompagnato il mio impegno scolastico.

Ti ispiri a uno o più autori in particolare?

Per scrivere il mio romanzo non mi sono ispirata ad alcun particolare autore, ho sempre trovato interessante però la prima Letteratura novecentesca, con i suggerimenti che vengono da Bergson, dalla psicoanalisi e dalla filosofia di Nietzsche e amo molto Svevo e il suo “La Coscienza di Zeno”.

Per quanto riguarda gli autori più vicini a noi, amo in modo particolare alcune autrici: La Valerie Perrin di “Cambiare l’acqua ai fiori”, Melania Mazzucco col suo “La lunga attesa dell’Angelo”, Aline Kiner col suo “La notte delle Beghine”. Sublimi Elsa Morante e Marguerite Yourcenar.  Fra le mie conterranee speciali Milena Agus e la Vanessa Roggeri della “Cercatrice di corallo”.

Mentre scrivi hai delle abitudini speciali?

Non ho abitudini particolari mentre scrivo, so soltanto che scrivere per me è rasserenante e consolatorio. Se c’è pathos nella mia vita, e ce n’è, la scrittura lo dissolve.

 Mi piace specialmente accompagnare i miei capitoli con i miei versi, che hanno una funzione di approfondimento. Oppure servono per creare interrogativi o un alone di mistero …

Può capitarmi di scrivere all’alba come a notte iniziata, sempre e soltanto quando le parole si presentano a me chiare e sintetiche. 

Hai già in punta di penna un nuovo libro?

Si, ho già iniziato un nuovo romanzo, che però nasce soprattutto da questo nostro tempo doloroso e difficile. Naturalmente, perché non posso proprio farcela, qualche incursione nel passato è stata d’obbligo.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo ancora l’autrice per averci dedicato il suo tempo e per aver risposto alle nostre domande con aperta sincerità. Per noi è stato un piacere camminare al suo fianco nell’iter editoriale che ha portato alla pubblicazione del suo manoscritto.

Le auguriamo buona fortuna per il suo romanzo e per i progetti futuri. Al lettore auguriamo di perdersi tra le storie raccontate dall’autrice …. per ritrovarsi alla fine della lettura arricchito di sensazioni.

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