Intervista a Nicola Tudisco, autore di ‘Paolo Sarpi. La fine del tempo fisso e la legittimazione del moderno’

‘Paolo Sarpi. La fine del tempo fisso e la legittimazione del moderno’ è il libro di Nicola Tudisco edito da Europa Edizioni.

L’autore analizza la figura di Paolo Sarpi, lo storico, religioso, scienziato e letterato vissuto tra il Cinquecento e il Seicento. Una figura importante per la sua capacità di mantenere l’equilibrio tra la sua natura di religioso e la naturale, fisiologica, evoluzione del mondo.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autore per scoprire qualcosa in più sul suo pensiero e sui retroscena del suo libro.

Di seguito riportiamo l’intervista a Nicola Tudisco su ‘Paolo Sarpi. La fine del tempo fisso e la legittimazione del moderno’.

Come si è avvicinato al personaggio di Paolo Sarpi?

Tempo fa mi interessati alla modernità e al passaggio tra i modelli del pensiero rinascimentale all’interno dei quali è presente la tridimensionalità nei diversi livelli dell’espressione artistica letteraria, filosofica e pittorica. Trovai che il naturale complemento alla razionalità filosofica della scolastica  che per un millennio aveva monopolizzato il pensiero fosse una sorta di  terza dimensione razionale eminentemente connessa alla vita terrena e all’iidea possibile, per l’uomo di una felicità qui su questa terra. Mi concentrai prima sullo studio di T.Campanelle per poi rendermi conto che a rendere maggiormente evidenti e luminose le idee della modernità furono in maniera compiuta pensatori di matrice cattolica come Galilei e Sarpi che tuttavia poterono giungerò ad una sintesi di pensiero così difficile da attuare grazie ad uno scambio di relazione continue e durature con i maggiori intellettuali europei dell’epoca francesi (nella fattispecie parigini) inglesi, olandesi, e germanici. La modernità di Sarpi e di Galilei non è una caso che trova il suo naturale habitat all’interno della repubblica veneta che era un coacervo di linee tendenti all’osservazione e all’ascolto di quanto andava maturando nel pensiero europeo non escluse le linee modernissime della riforma protesta nei suoi aspetti calvinisti e luterani. Fu quella che aprì le briglia alla ragione lanciandole verso le scienze e i loro linguaggi altamente innovativi. La mia idea tuttavia fu ed è che mai la razionalità aristotelica della scolastica venne cassata completamente nelle sue qualità ma venne tout court semplicemente resa trifunzionale ai tempi nuovi che andavano maturando con tutte le variabili richiamate nel laboratorio della mente nuova e dei nuovi linguaggi che andavano sviluppandosi: linguaggio matematico, linguaggio della fisica, linguaggio delle scienze politiche etc.

In realtà la mia ricerca è sulle radici della modernità e non è un libro su Sarpi. Non è una biografia. Più correttamente il suo titolo avrebbe dovuto essere più semplicemente La fine del tempo fisso e la legittimazione del moderno.

L’idea di questo libro è nata in un momento particolare della sua vita?

Sì stavo lavorando su fonti del pensiero rinascimentale e iniziai a raccogliere dati, elementi bibliografici e pubblicazioni sul tema della modernità a partire dai fondamentali  libri di E.Cassirer, Storia della filosofia moderna di Einaudi e H.Blumemberg.  La legittimità dell’età moderna nell’edizione parigina Gallimard. Questo secondo libro mi è stato fondamentale perché mi ha fornito gli  istrumenti ermeneutici per comprendere alcuni passaggi fondamentali dello sviluppo delle radici della modernità nel periodo in particolare quelli rifacentesi al millennio della scolastica  Altrettanto importanti mi parvero le pubblicazioni di Sarpi su Le lettere protestanti ,Istoria dell’Interdetto e Istoria del Concilio tridentino. E’ un libro che da subito si è mosso lungo le tre direttrici: la prima filosofica la seconda storica e la terza letteraria.

Ha sempre avuto la passione per la scrittura?

Sì ma per scrivere occorre avere tempo, sia per cercare i testi di riferimento sia per mettere le emozioni provate sulla pagina bianca e fino a quando ho lavorato non ho potuto farlo.

A quale tipo di pubblico si rivolge?

Si tratta, a mio avviso, di una ricerca scientifica  quindi può essere diretta sia a chi è interessato a comprendere meglio le origini della modernità nella sua maturità del sec. XVII sia a coloro che scientificamente si sono relazionati al tema per cercarne regole, matrici e teoremi appunto che ne definissero meglio gli aspetti. Soprattutto sarei molto interessato ad un lavoro che mai è stato svolto su l’Istoria del Concilio tridentino di P. Sarpi cioè a dire un’edizione critica scientifica di quel fondamentale suo  lavoro  che tanta luce produce ad illuminare le complesse questioni relative alle relazioni tra i poteri nella fase successiva alla riforma protestante. Sarebbe altrettanto importante sviluppare un lavoro compiutamente critico sugli aspetti di ricerca sarpiani condotti in ambito scientifico della Fisica e della Matematica. Ritengo che l’argomento della modernità sia da meglio “squadernare” per meglio comprendere tante tematiche ancora fondamentali del tempo contemporaneo che hanno le loro radici nella modernità. Tra questi il linguaggio convenzionale della scienza. Il linguaggio convenzionale delle scienze politiche. Il rapporto con la religione. La relazione intellettuali potere. Gli spazi di libertà richiamati dalla ricerca scientifica che si basino su principi unicamente osservativi, di ricerca di tratti e caratteri che si ripetano nel tempo e nei luoghi, di argomenti nucleari relativi alla possibilità concreta che l’uomo possa raggiungere qui su questa terra la felicità

Ha già un nuovo progetto in lavorazione?

Sto studiando l’opera di Louis Ferdinand Céline perché sono molto interessato al suo stile e ai temi storici che egli con i suo capolavori richiama. Ritengo che ci siano state molte stasi su un periodo storico oggettivamente difficile all’interno del quale il grandissimo medico francese è rimasto avviluppato peccando forse un po’ di vanità ma non altro, almeno a mio avviso. Vorrei appunto una volta terminata la raccolta dei temi sulla sua opera scrivere un saggio  utilizzando strumenti, sia storici, sia letterari sia filosofici per meglio chiarire la posizione politica e intellettuale dell’autore de Voyage au bout de la nuit.

La redazione di Europa Edizioni ringrazia l’autore per averci dedicato il suo tempo rispondendo con disponibilità alle nostre domande. Dalle sue risposte abbiamo scoperto molto su di lui e sul pensiero che si trova dietro al suo libro ‘Paolo Sarpi. La fine del tempo fisso e la legittimazione del moderno’.

All’autore auguriamo di avere il riscontro che desidera dal pubblico e al lettore di scoprire l’importanza di una figura centrale nel pensiero del Cinquecento.

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