Intervista a Pier Luigi Storer, autore di Il Mistero della coppa

Il Mistero della Coppa di Pier Luigi Storer, edito da Edizioni Europa, è un trattato che unisce le esperienze personali dell’autore e una serie di concetti che arrivano dalla matematica, dalla fisica e e dalla psicanalisi.

L’autore traccia un immaginario filo rosso per unire le teorie e le interpretazioni che, tra Oriente e Occidente, si sono succedute per svelare quali siano le variabili che governano il cosmo. Un progetto ambizioso e complesso condotto da Pier Luigi Storer dal punto di vista del potere della differenziazione, che è essenziale per non perdersi nel rumore dell’universo, privo di ordine e di coerenza.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autore per scoprire i retroscena del suo libro e della suo pensiero.

Di seguito l’intervista a Pier Luigi Storer su ‘Il Mistero della Coppa’.

1) Quando ha iniziato a scrivere?

Per diventare scrittore è necessaria una storia da raccontare e la mia storia inizia molto presto si può dire fino dalla pima infanzia, Ed era stato il IV libro del Sapere, il Libro delle Scienze di un’ottima e seriosa enciclopedia ormai datata a fornirmi in anteprima una storia che mi sembrava affascinante, un storia che comincia fin dall’alba del pensiero geometrico. La indiscussa protagonista è la geometria di Euclide e le sue mirabili, potenti applicazioni esplorative: Talete misura l’altezza della piramide senza doverla scalare, Eratostene tramite semplici rapporti misura la circonferenza della terra. E’ l’inizio della Grande Odissea nello Spazio e il liscio monolito di S. Kubrik altro non era che una sintesi simbolica della sua dotazione astratta più potente, lo spazio astratto degli ineffabili punti trascendenti, una sorta di alchemica fusione fra i di 1-0-∞. Perché sarà proprio il “continuo” la chiave di volta prima del calcolo sublime di Newton e Leibnitz che diventerà a sua volta lo strumento prediletto delle scienza per le sue descrizioni delle “leggi di natura” in particolare la struttura dello spazio astronomico. 

Con il progredire dei miei strumenti intellettuali giungevo così fino alla relatività di A. Einstein, allo spazio tempo e alla teorie cosmologiche, fra cui l’arcinota teoria del Big Bang, Era questo un aspetto della storia che non mi convinceva e che anche trovavo terribile e paurosa sia per i suoi inizi sia per una sorta di agonia: l’Universo di  sterminati oceani di galassie e di infiniti mondi era di fatto irraggiungibile per l’enorme valore  della velocità della luce. La felice ed entusiastica, giovanile o addirittura infantile idea dell’esplorazione dello spazio incontrava barriere insormontabile. L’unico sostegno in grado di alleviare il mio tormento ed i miei incubi (l’incubo della terribile bolla nera che mi rapisce in uno specchio) era il pensiero sugli assiomi. Lo Spazio Tempo? Ebbene sia lo spazio che il tempo erano profondamente legati agli assiomi della geometria e gli  assiomi, come ognuno dovrebbe conoscere fin dalle elementari, sono oggetti astratti che si torcono su se stessi, “verità” autoriferite utili per certi scopi ma non per altri. Le cosmologie fisico astronomiche, fra energie oscure materie oscure enigma dell’antimateria che non c’è, avevano notevoli grattacapi. Ciò sarebbe diventato progressivamente sempre più evidente con la nascita della MQ che in definitiva, pensiero molto S- essenziale, obbligava il trascendente invisibile punto (1-0) della geometria ad uscire dalla nebbie per diventare qualcosa di limitato, il punto 1·, come lo sono le particelle della fisica che tuttavia hanno anche una struttura ondulatoria (S)- Il fronte del continuo si rompeva ed il punto 1-0 una realtà assiomatica insostenibile. La particella della fisica diventava così un grossolano punto 1·, che si sarebbe rivelato con il progredire delle mie conoscenze  l’ironico inizio della mia storia, che aveva trovato fin dagli inizi un formidabile sostegno nella biologia molecolare, dove tutto appare quantomeno doppio. Era l’inizio ancora incerto della mia teoria logico assiomatica che prendeva ora la via di una disciplina proiettata in una logica di insiemi finiti ( i 4 nucleotidi ACGT) dove l’1 appare escluso.

2) C’è stato un momento in particolare che l’ha portata alla stesura di questo libro?

Sì, il mio incontro con la tao-logica che opera in antitesi con gli assiomi della geometria di Euclide: ciò che le geometria sopprime (l’uccisione del Serpente) ovvero l’esclusione della differenziazione (le polarità dell’onda) e del rapporto, diventa di fondamento nella tao-bio-logica

Dopo molti anni le mie costellazioni astratte fino ad allora molto disperse e prive di coerenza interna avrebbero trovato (è il caso di dire con qualche ironia) il punto di riferimento, un 1· del tutto estraneo alla geometria di Euclide tanto più che il mio lavoro di geofisico si svolgeva intorno alla matematica delle onde. Tuttavia neppure la MQ era giunta alla mia idea: il punto 1-·? Lo conti come uno solo per il fatto di essere assistito da uno sfondo infinito quando di fatto utilizza nella sua più semplice rappresentazione il bianco e nero ovvero le polarità dell’onda (S2). Bastava disporre di una misura al nero e di una misura al bianco per ritrovarsi d’incanto nella logica dell’onda. E ciò mi sembrava ineludibile: non è possibile distrarsi dalla dura necessità (Ananké) della differenziazione e dunque non era possibile distrarsi dalla logica dell’onda. Un vulnus insostenibile alle radici della geometria e della stessa fisica appare. Era giunto il momento di cominciare a scrivere la mia storia, la mia astratta odissea. La MQ e la correlata discontinuità di Heisemberg descriveva la materia, semplificando, come composta di particelle e onde ma, guarda caso, nessuno aveva prestato la minima attenzione all’intima logica dell’onda, in verità assai ricca (differenziazione, varietà minima corredata da un rapporto che così la dispone ad essere interpretata in un assetto relazionale e semanticamente razionale !! ). La geometria di Euclide la azzera eliminando la realtà differenziativa, la varietà minima ed anche il rapporto sostituito ora da un segmento unario monolitico. Obiezione: ogni misura è anche un rapporto frazione sezione. Il Tao era nel frattempo stato accolto con favore per un’intrinseca coerenza con il senso dei miei ragionamenti. Ma come!? La MQ parla di particelle e onde ma di fatto utilizza ancora gli assiomi della geometria euclidea ovvero un sistema ormai antico che, aspetto increscioso, deve liberarsi dal giogo dell’Uno. Non esiste un Sistema legato alla logica dell’onda che, sfacciata, svela sua essenza S2: l’onda armonica o otto di scacchiera oltre ad essere intimamente legata alla differenziazione presenta una logica molto biologica di insiemi finiti, una varietà minima che il Tao utilizza per creare la varietà estesa dei Mutamenti   e che avrei raccolto in due alberi binari, versione tipografica YY. Un’apertura clamorosa che racconto, nella mia storia, come uno strano ma avvincente e liberatorio presupposto astratto: il legame della logica dell’onda con gli insiemi finiti tipici della biologia molecolare (l’alfabeto dei 4 acidi nucleici). Un profondo tabù: da una realtà fisica assegnata in generale al non vivente ora diventa anche legame con il vivente! Non solo: la logica differenziativa è ineludibile, una dura Necessità (Ananké) come rivelano perfino le parole che leggi scrivi o pronunci me che impedisce qualsiasi spazio di manovra alla logica dell’Uno, obbligato a rinunciare alla sua invisibile trascendenza. Un’imbarazzante situazione –seduzione astratta in un disegno che sembra del tutto ineludibile e necessario, come rivelava il sistema binario e l’alfabeto morse, Troppi gli sbarramenti storico- istituzionali operati dall’Universo, in primis dalla geometria, perché qualcuno si fosse riuscito (neppure N. Bohr o W. Pauli) a rendersi conto dell’inghippo. Il Matrix Universale è una roccia durissima da perforare

3) Come ha scelto il titolo del libro?

Il Mistero della Coppa sembra un titolo nei fatti assai ambiguo ma, come avrai capito, si tratta in primis della Grande Coppa XXL dello spazio, una Coppa definitivamente astratta. Esisteva in ogni caso una concreta Coppa, la Coppa del re Gudea di Lagash, che a sua volta diventa operativa nel domino dei simboli del profondo, in particolare i simboli del livello cosmologico della rete e che da parte mia utilizzavo in qualità di stringate formule simboliche e strutturali. Infine la Coppa inserita nella teoria del chiave toppa una soluzione S coerente e volta, per antitesi, a sostituirsi al pluri millenario sfondo infinito: un vuoto attivo e ricettivo inserito nella logica dell’onda

La prima di queste formule è presente nel sottotitolo 1S-idea, dove 1 e S sono i contrassegni cosmologici dell’Universo 1 e del Diverso S, che ha come riferimento S2. E’ Una semplificazione per il fatto logico e relazionale che il contesto simmetria S2 deve essere corredato da un’asimmetria S3. Le terne relazionali che anche il Tao utilizza nei suoi esagrammi e negli otto segni fondamentali sono necessarie oltre che assai evidenti per l’intima logica della coerenza S. Un otto di scacchiera, un’agile utilizzo della logica dell’onda, non può essere spezzato, pena l’uscita dal Sistema della tao-bio-logica. Spezzarlo significa creare enti unari nel Sistema SY2 che esclude l’1 solitario dai suoi domini. Ma anche uno strip bbn ternario di scacchiera non può essere spezzato, per gli stessi motivi. Puoi ora ritrovare 2&3 nei gusci di base della tavola periodica, nelle strutture di quark e antiquark e perfino nelle strutture ternaria degli amminoacidi !!

Motivi sottili del tutto invisibili all’Universo. Tuttavia il vulnus unario monolitico che prende ora forma nelle descrizioni fisica di materia antimateria ci dice che ancora una volta le descrizione della fisica divergono immediatamente. Sembra che materie oscure energie oscure e lo stesso enigma corpuscolare ondulatorio siano il riflesso o la conseguenza di un Sistema che non c’è, del tutto mascherato, bada bene, dalla stessa geometria di Euclide. È questo il significato più profondo del terzo sottotitolo, Odissea nello spazio, già trattata nelle domande precedenti. In ogni caso il presupposto di Alberi e Serpenti riesce a costruire una propria idea di spazio, uno spazio differenziato in esterno interno e che si vale di una frontiera invariante. E’ lo spazio SS, che permette raccordi con la relatività ristretta ora interpretata come armoniche oscillanti introno ad una frontiera invariante. Alberi e Serpenti (S2S3) alle origini del cosmo? Aggiungiamo la struttura di una tastiera di chitarra:  bolla nera dei mie incubi appare del tutto evaporata.

4) Ha delle abitudini particolari durate la scrittura?

Ascolto musica, in generale classica, anche se la mia preferita è la musica d’ambiente, in particolare la musica “spaziale”.

5) E’ già al lavoro ad un nuovo progetto?

Da quanto ho scritto non manca di certo il materiale astratto, visto che si tratta a tutti gli effetti di una rivoluzione astratta epocale, con spunti strutturali del tutto inediti su scala planetaria e assai solidi. Con “Il Mistero della Coppa” ne ho fissato le strutture di base, strutture in ogni caso relazionali, un basamento assiomatico solido che si presta ai più svariati impieghi, sia nel dominio squisitamente essoterico sia in quello esoterico (pensiero olistico), sostenuti da interpretazioni del tutto inedite che dalla tao-logico giungono nei pressi della Cosmologia giudaica, con varie digressioni. In ogni caso la strategia è chiara. Gli assiomi unario monolitici devono cedere il passo a straordinarie innovazioni, che ribaltano del tutto gli assiomi della geometria ovvero il riferimento primo a quello che appare come un Matrix Universale. E cosi al Mistero e della Coppa si ricongiunge anche la spada nella roccia, la dura roccia unario monolitica: ora la spada può essere estratta. E così chiunque voglia impossessarsi degli estremi del disegno con onestà intellettuale, potrà sentire e farsi interprete di una vibrazione interiore e potrà dire di se stesso: “Ecco, sono diventato un Guerriero della Coppa”. Perché è indubbio che emerge un senso delle cose e della vita che sembrava ormai del tutto perduto.

Noi si Europa Edizioni auguriamo buona fortuna a Pier Luigi Storer per il suo libro il Mistero della coppa e auguriamo ai lettori una interessante lettura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...