Intervista John Edward Jones, autore de Il Predestinato

“Il fine della fiction non è la correttezza grammaticale ma mettere il lettore a proprio agio e poi raccontargli una storia”. Questa frase di Stephen King è la filosofia a cui si è ispirato John Edward Jones per la scrittura de Il Predestinato, edito da Europa Edizioni.

Obiettivo creare un romanzo avvincente, ritmato, privo di retorica e con quel pizzico di suspense e mistero che non guarda. E ci è riuscito, perché il tranquillo professore di archeologia Michael Chrisley si trova a vivere delle avventure affascinanti  con l’ombra di un accadimento misterioso sullo sfondo …

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autore per scoprire qualcosa su di lui, sulla genesi del suo romanzo e sui suoi progetti futuri.

Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a John Edward Jones riguardo al libro Il predestinato.

 Lei è una persona con numerose passioni. Quando e come è nata quella per la scrittura?

La mia passione principale è il “bricolage”, il fai da te, nel senso che mi piace costruirmi o cimentarmi nelle imprese più svariate, dal costruirsi una canoa a pilotare un aereo, da aggiustare un’automobile a scrivere la musica per un’opera rock. Mi chiederete tutto ciò cosa c’entra con la scrittura… dunque, appassionato lettore di fantascienza e di avventura, ho avvertito nel tempo la trasformazione di questo genere letterario. I libri crescevano di spessore, trecento, ottocento, anche mille pagine! Ma possibile che ci sono “passaggi” tutti interessanti in queste mille pagine? La lunghezza del libro, ma non bisogna generalizzare, è spesso inversamente proporzionale al ritmo della narrazione, sembra che lo scrittore pur di aggiungere un gran numero di pagine, si dedichi a lunghissime descrizioni che a volte fanno perfino perdere il filo del racconto. Quindi ho deciso di scrivere un romanzo come se fossi io stesso il lettore, da leggere senza fermarsi mai, magari nel giro di una notte, con il piede sempre sull’acceleratore della narrazione e così è stato. Il romanzo è uscito con facilità dalla penna e senza sforzo sono arrivato a 330 pagine e ho detto … va bene così!

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?

Non credo di averne, anche perché ho scritto nei modi e nei posti più svariati. Avrei voluto in molti momenti essere uno di quegli scrittori che vivono in un “cottage”, che detta all’italiana è una stamberga diroccata su una montagna, come il nonno di Heidi, e avere tanto tempo e un unico scopo, quello di scrivere. Ma per fare questo bisogna avere tanti soldi e tanto tempo a disposizione. Invece io non ho né l’uno né l’altro e tanto meno il cottage, quindi dovevo arrangiarmi letteralmente a scrivere durante i viaggi in treno, la sera al posto di guardare un film, insomma ritagliando il tempo in pezzettini sempre più piccoli. Quindi le abitudini dipendono dalla situazione contingente. Evito di ascoltare musica, proprio perché mi piace molto farla ed ascoltarla e mi distraggo facilmente. Inoltre quando scrivo mi immergo totalmente come se seguissi un film e lo stessi raccontando, devo sgombrare il campo da qualsiasi distrazione. Allora la cosa che mi fa piacere è avere vicino un bicchiere di succo di frutta fresco che sorseggio pian piano, in modo da procurarmi anche un po’ di pause tra una “scena” e l’altra.

Qual è il suo pubblico ideale? A chi pensa quando scrive?

Ovviamente penso al “mondo intero”, sperando che siano moltissimi in fila ad acquistare il mio libro o a farsi firmare una copia. Purtroppo oggi è noto che ci sono più scrittori che lettori, allora bisogna scegliere una fascia di pubblico ben precisa, mirare a loro quando si scrive e quando si promuove il libro. Il genere letterario che ho scelto in questo romanzo è un mix di avventura, esoterismo ed un pizzico di horror. Il pubblico ideale ovviamente sarà amante di questo genere. Questo tipo di lettore vuole farsi catapultare in caverne buie tra teschi e pipistrelli, in scavi archeologici  ai confini del mondo inseguiti da pattuglie armate lungo impervi sentieri di montagna. Qualcuno mi dirà “ma vuoi emulare le gesta di tanti avventurieri capaci di uscire da situazioni tremendamente difficili, magari calandosi giù da una parete verticale a strapiombo di 1000 metri”, non è così! Perché il nostro protagonista è uno storico, un tranquillo professore “topo di biblioteca”, per niente avvezzo a maneggiare spade, fruste o pistole. Anzi egli è piuttosto timido, un po’ impacciato con le donne, che si trova suo malgrado a dover affrontare misteri tenebrosi e diabolici.

Si è ispirato a un libro o a un autore in particolare per scrivere questo romanzo?

Per trovare risposta a questa domanda basta leggere l’aforisma di introduzione del romanzo: “Il fine della fiction non è la correttezza grammaticale ma mettere il lettore a proprio agio e poi raccontargli una storia” firmato Stephen King. Non è possibile essere innamorato di questo genere letterario senza aver letto nulla del Maestro della letteratura paranormale a cui il romanzo “Il Predestinato” si può riferire come genere letterario. Così nutrendomi dei romanzi di quest’autore e ovviamente anche di altri scrittori, ho assorbito la necessità di non dare niente per scontato, e rendere i capitoli mai conclusivi, cioè devono lasciare qualcosa in sospeso per costringere il lettore a continuare la lettura con maggiore accanimento. Nel contempo ho cercato di migliorare un aspetto a parer mio negativo dell’ultima letteratura soprattutto americana, cioè quello di accrescere a dismisura il numero di pagine, ci si perde in lunghe descrizioni paesaggistiche oppure digressioni che allontanano il lettore dalla narrazione principale. Io invece ho voluto gradualmente imprimere sull’acceleratore finché il romanzo diventi un “one night book”.

Cosa le piacerebbe dire ai suoi lettori?

Ovviamente quello di comprare il romanzo e se gli è piaciuto di dirlo ad altri potenziali lettori, di mettere un po’ di stelline sulle recensioni (noi italiani siamo un po’ pigri su quest’aspetto). Però in effetti preferirei sentire qualcosa dai lettori stessi, mi piacerebbe sapere che sensazioni hanno provato, a quale personaggio si sono affezionati, quale capitolo li ha maggiormente emozionati. Perché i consigli dei lettori sono importanti, io li ascolto sempre, ognuno nella propria testa si immagina in modo diverso la storia che racconto. Puoi descrivere con accuratezza una persona, un luogo, una situazione, ma c’è sempre una “zona d’ombra” in cui ogni lettore, con la propria fantasia, riempie di colori e di luce. Vorrei suggerire a tutti i lettori, anche quelli, spero proprio pochi, a cui non è piaciuto il romanzo, di usare il blog de “Il Predestinato” della casa editrice “Europa Edizioni” per scrivere un loro commento, un suggerimento, un pensiero. Sarò lieto di rispondere a tutti. Buona lettura a tutti in compagnia di Michael Chrisley e degli altri personaggi del romanzo “Il predestinato di John Edward Jones!

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