Intervista a Jacopo Gastaldi, autore di Canzoni dello spirito

Canzoni dello spirito è il libro di Jacopo Gastaldi edito da Edizioni Europa. Una raccolta di poesie di questo giovane scrittore che ha già un’altra pubblicazione alle spalle e al momento sta completando gli studi presso la facoltà di Lettere e Filosofia.

Le sue poesie sono l’espressione della volontà di esprimere liberamente quello che ognuno di noi ha dentro di sé. In particolare i sentimenti ‘forti’, quelli che emergono quando si veicolano forza e passione verso le ingiustizie della società e del mondo. Jacopo Gastaldi vuole parlare e far sentire la sua voce, per evitare che finisca per perdersi come molte altre nella moltitudine “che finisce con l’essere muta”.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato l’autore per conoscere meglio lui, le sue premesse stilistiche, i suoi progetti futuri.

Riportiamo di seguito l’intervista a Jacopo Gastaldi su Canzoni dello Spirito.


Quando ha iniziato a scrivere?

Ho avuto molta fortuna perché quando ero liceo mi hanno regalato come dono gradito un diario dove ho scritto con tanta passione i miei desideri e le mie frustrazioni. ho scritto anche delle piccole poesie che poi ho perduto: una sulla bella città di Venezia dove ero stato con mia madre e una sulla natura. Mi sono fermato tuttavia per la delusione che ne ho avuto. Ho ripreso a scrivere un diario alcuni anni dopo quando ero in ospedale: all’inizio parlavo dello scorrere del tempo fra la mia vita in ospedale e le lezioni in Università. Mi rammarico tanto di averlo perduto. Poi sono passato a scrivere prosa ritmica e poi versi sciolti. Di tutta questa esperienza ne ho un ricordo molto dolce e considero la scrittura una vocazione e dono della Vita che ha fatto a un giovane ragazzo milanese e tra l’altro inesperto in tantissime cose del mondo perchè molto riservato. Ringrazio nuovamente la persona che mi ha dato la possibilità di scrivere sul diario.


Perché fare una raccolta di poesie?

Ammetto che non lo so bene. Spero per cortesia di venire rispettato allo stesso ma ammetto che volevo diventare molto famoso. So bene che in questo mondo la poesia è coltivata giustamente da un numero di persone molto ristretto e che tantissimi scrivono prose di romanzi tuttavia spero sempre che il mio desiderio di gloria sia rispettato. Ammetto che questo desiderio ha giustamente cozzato contro il mondo e che questa cosa ha infiacchito il mio desiderio che è morto. Quando ho ultimato il mio primo lavoro sono ricorso al web dove ho trovato una casa editrice che mi ha gentilmente pubblicato e mi ha dato la possibilità di essere letto. Il mio secondo lavoro considero ugualmente importante e spero sempre che le persone che per fortuna degli eventi lo leggeranno ne possano essere gradite, non frustrate ne annoiate ne offese. Nel mio lavoro ho spesso opinioni di politica e di religione e spero che queste mie opinioni possano essere rispettate e accolte.

Cosa le piacerebbe sentirsi dire dai lettori?

Stimo molto il pubblico che si interessa delle poesie in generale e se qualcuno vorrà comprare il mio lavoro ne sono entusiasta e spero di non essere motivo di noia o peggio di scandalo. Spero vivamente che possa piacere e ammetto che considero il mio lavoro almeno in parte un’opera decorosa e anche discreta. Vorrei tanto che mi si dicesse di non mollare con le mie convinzioni religiose e politiche e vorrei essere anche apprezzato umanamente per il mio lavoro. Spero tanto che nessuno giudichi troppo aspramente i versi che ho dedicato ad alcune persone amate: ricordiamoci sempre che la poesia può anche trattare delle vicende amorose e del cuore più che di amicizia perché per l’amicizia la vita è sempre aperta e per le passioni amorose la vita è sovente chiusa e trova sbocco nella poesia. Spero che venga apprezzato il mio amore per la natura che ho da sempre nel cuore come una donna e vorrei che mi si dicesse di essere uno scrittore discreto che può avere un buon successo di pubblico e che può non vergognarsi del suo lavoro.

Ha delle abitudini particolari mentre scrive?

Amo molto scrivere sulla carta e la maggior parte delle poesie che ho scritto sono sulla carta. Quando scrivo amo molte lasciare scorrere la mente sul foglio e sbizzarrirmi. Chiamo questa cosa santa ispirazione. Chiedo perdono e non voglio essere altezzoso ma credo di essere mediocre e poco vanitoso. Capisco che il mondo è grande e che ci sono tanti geni compresi e non ma secondo me tutte le persone che scrivono meritano rispetto. Innanzitutto quando scrivo non sono mai su un tavolo ma sono su sostegni più comodi quali le sedie e il divano. A volte capita di scrivere all’aperto ma è soprattutto entro le mura domestiche. Mi piacerebbe tanto poter dire di diventare uno scrittore famoso ma fumo sigarette e fra una poesia e l’altra forse una ci può anche stare. Chiedo scusa per questo mio vizio. Purtroppo scrivere è la mia passione e mi determina dei cedimenti d’umore nel senso che mi fa sentire molto fragile e insicuro. So che è una pratica tuttavia molto diffusa soprattutto per gli sms. Vorrei dire che scrivo tutti i giorni almeno una poesia e che correggo ovviamente tanto. Sovente do un titolo e spesso lo ho dato dopo.

C’è già un altro libro pronto o in preparazione?

Ho in mente di dare alle stampe ovviamente se piacerà all’editor e se avrò fortuna un’altra opera dal titolo “Canzoni dalla montagna”. E’ un‘opera che stimo molto e che a tratti mi intimidisce. Nel suo interno ha un andamento abbastanza veloce: è corta rispetto agli altri miei lavori ed è composta almeno all’inizio in una mia permanenza nella seconda casa di famiglia. Secondo è un’opera che può piacere molto soprattutto al lettore di provincia e non a quello di città. Infatti tratta di argomenti strani e un pochino contro corrente. Infatti denuncio apertamente gli ospedali milanesi per le sevizie da ma patite(scusate questo mio sfogo). Secondo me è un lavoro breve ma intenso che può piacere tanto anche a un pubblico ovviamente perbene e non per forza altolocato. Spero di poter realizzare questo mio progetto col tempo e spero di potere essere aiutato nella mia vita dal rispetto che la pubblicazione di un libro comporta a prescindere. Vorrei tanto ringraziare la Vita per il dono della parola scritta e vorrei superare le difficoltà economiche che la pubblicazione di un libro comporta, che è soprattutto la disoccupazione. Infatti è un lavoro che consente poco di vivere e impedisce altri impieghi. 

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