Intervista a Loretta Williams, autrice de Il padre perduto

Il padre perduto è il libro di Loretta Williams pubblicato da Europa Edizioni. Un romanzo intenso, dalla trama ricca e dallo stile narrativo fluido e piacevole. Al centro della storia una grande famiglia che custodisce grandi segreti: segreti che la avvolgono come un mantello protettivo che però a un certo punto potrebbe e dovrebbe essere aperto.

La protagonista femminile è al centro della narrazione, è lei a raccontare la storia che la riguarda insieme ai suoi fratelli, a partire dall’infanzia. Le sue parole e i suoi ricordi ci guidano attraverso la crescita di questi ragazzi che incontrano l’adolescenza e poi l’età adulta con tutto quel che comporta. I primi amori, le prime esperienze lavorative, i tanti successi e i tanti fallimenti vengono affrontati con responsabilità e impegno, anche grazie al sostegno reciproco e all’amore che lega i membri di quella famiglia. Quell’amore che si ritrova anche nella gestione degli eventi negativi che inevitabilmente si presentano in questo  gruppo familiare unito, come suggerisce il titolo, anche dall’assenza del ‘ padre perduto’.

Sullo sfondo della città di Napoli si alternano le partenze, i ritorni, i matrimoni, i divorzi e le incomprensioni normali in ogni nucleo familiare. E mentre la vita scorre placida sui suoi binari, all’improvviso arriva una brusca frenata e i binari si dividono, si mischiano fino a cambiare rotta. La rotta di un destino che porta alla luce un segreto importantissimo che ha condizionato l’esistenza di tutti, dalla protagonista ai suoi fratelli. E forse non tutto è perduto per sempre …

Il romanzo, già avvincente, diventa a questo punto imprevedibile e offre nuovi spunti che tengono avvinto il lettore. Senza svelare nulla della trama, sappiamo che ci saranno colpi di scena e che il finale sarà tanto più emozionante quanto più chi legge sa che si tratta di una storia vera. Una storia vera che si ‘comporta’ come un romanzo, con perfetta alternanza di tranquillità e imprevedibilità.

Il padre perduto è infatti un romanzo autobiografico. Gli eventi narrati appartengono alla storia personale di Loretta Williams e, in quanto tali, vengono esposti come momento catartico per l’autrice. Mettere le vicende nero su bianco è liberatorio per l’autrice e il pubblico non può che avere l’impulso di immedesimarsi in questa storia così avvincente. Le storie vere regalano sempre quel pizzico di emozione in più che spinge ad avere un approccio meno distaccato durante la lettura, e a chiedersi se veramente le cose siano andate proprio in quel modo e quali siano gli elementi creativi inseriti per dare forza alla trama e alla narrazione.

Anche per questo noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato Loretta Williams. Per cercare di conoscerla meglio e di più, per scoprire dettagli e particolari che hanno guidato l’autrice nella scrittura del libro.

Per la nostra e per la vostra curiosità riportiamo di seguito l’intervista realizzata da Europa Edizioni a Loretta Williams sul romanzo Il padre perduto.

Quando ha maturato l’idea di scrivere la sua autobiografia?

É stata un’idea maturata poco a poco, ho cominciato a scrivere  quasi per gioco incoraggiata dagli amici che ritenevano che quanto mi era accaduto meritasse assolutamente di essere raccontato, secondo loro la realtà superava di gran lunga la fantasia. Ho cominciato quindi a raccogliere le idee e i ricordi e mi sono resa conto che per rendere intelligibile la storia dovevo necessariamente raccontare tutto dall’inizio. Per tutta la vita sia io che i miei fratelli, tutti prematuramente scomparsi, ci eravamo chiesti che fine avesse fatto nostro padre, fantasticando sui motivi che lo avevano indotto ad abbandonarci; non avevamo più avuto sue notizie  da quando aveva divorziato da nostra madre più di 60 anni fa, io avevo rimosso ogni ricordo di lui e non mi interessava più indagare sul passato, ma ora il passato era riemerso inaspettatamente rimescolando le carte e riaprendo ferite mai rimarginate senza tuttavia svelare fino in fondo il mistero sulla vita di questo padre perduto.

Cosa ha provato nel vedere il suo libro pubblicato?

Ho provato quello che credo provino tutti quando vedono realizzato un desiderio, un senso di gioia e di appagamento. Volevo pubblicare questa autobiografia come estremo atto d’amore verso i miei fratelli,  per lasciare un ricordo duraturo del loro vissuto ai figli e a quanti li hanno conosciuti ed amati, ma anche per esorcizzare definitivamente i fantasmi del passato e riappropriarmi della serenità faticosamente raggiunta dopo anni di sacrifici, serenità che rischiava di essere compromessa dalla sconvolgente scoperta.

A quale pubblico si rivolge Il padre perduto?

Non credo si scriva pensando di rivolgersi ad un pubblico particolare, si scrive per il desiderio di raccontare  esperienze, reali o immaginarie che siano, emozioni, passioni, desideri, amori, illusioni…tuttavia ritengo che la mia autobiografia si rivolga principalmente a tutti quei  lettori che amano questo genere letterario.

Cosa le piacerebbe sentirsi dire dai lettori?

Mi piacerebbe sentirmi dire che è una storia avvincente che si  legge in un fiato e che è piaciuta molto.

Sta già lavorando a un nuovo progetto?

No, non sono ancora a lavoro su un nuovo progetto, ma ci sto pensando.

Noi di Europa Edizioni siamo lieti di aver partecipato al percorso editoriale che ha portato alla nascita del romanzo Il padre perduto. Un’autobiografia scritta con passione e meritevole di pubblicazione per il suo contenuto delicato e importante per l’autrice.

Ringraziamo ancora una volta Loretta Williams per averci dedicato il suo tempo e per la sua disponibilità a rispondere alle nostre domande. E’ stato un piacere entrare ancora un po’ di più nella sua vita, nei retroscena che hanno portato alla pubblicazione del libro e nelle motivazioni personali e profonde che hanno spinto l’autrice a raccontare la sua storia.

Le auguriamo di avere successo con il suo libro e speriamo che le idee che per il momento sono solo nella sua mente divengano del materiale sul quale costruire una nuova storia. Magari un seguito di fantasia per i personaggi de Il padre perduto.

Al lettore auguriamo invece un buon viaggio in questo libro vero e autentico, da cui attingere emozioni e sentimenti oltre al piacere di una buona lettura.

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