Intervista a Caterina Deana, autrice de Una vita fuori tempo

Una Vita fuori tempo è il libro di Caterina Deana edito da Europa Edizioni. Al centro del romanzo la storia di una donna dall’adolescenza all’età adulta, attraverso i passaggi di età, i cambiamenti importanti e tutte le esperienze che la accompagnano nel percorso di vita.

Abbiamo intervistato l’autrice per offrire ai lettori qualche curiosità in più sulla sua vita, che entra in parte nel tessuto del racconto, e sul processo creativo che l’ha condotta alla scrittura del romanzo.

Riportiamo di seguito l’intervista a Caterina Deana sul libro Una vita fuori tempo

Com’è nata l’idea di questa storia?

Ho cominciato a scrivere “Una Vita Fuori Tempo” quando ero ancora una ragazza; ho intessuto la storia nel corso degli anni, attingendo alla vita reale e non solo, rivedendo poi, nel tempo, la struttura e la forma della narrazione. Il fatto di poter contare su una maturità diversa, più profonda rispetto agli esordi della stesura di questo scritto, mi ha consentito di dar spazio ai diversi punti di vista dei personaggi, a considerare ogni sfaccettatura del racconto, con l’intento di descrivere il mondo interiore di ognuno, i differenti modi di affrontare ed elaborare gli accadimenti, la descrizione del personale percorso intrapreso da ciascuno nel diventare, col lento susseguirsi degli anni, la persona che in effetti si trova ad essere in età adulta. Ho inteso illustrare la forza derivante dagli affetti, solidamente costituiti, nel nucleo famigliare di cui narro, fonte primaria della capacità di resilienza delle protagoniste, a mio avviso, esempio utile da considerare in tempi non semplici, come quelli che siamo costretti a vivere oggi. Olimpia, la protagonista, insieme alle sorelle e alla madre, trasmette positività, capacità di soluzione e superamento delle forti negatività che ha dovuto fronteggiare in tutto l’arco dell’esistenza che ho descritto.

Quando ha iniziato a scrivere?

Ho sempre amato scrivere, la mia prima storia l’ho scritta alle elementari e, da lì, non ho più smesso. Prevalentemente, con i miei scritti, ho dato voce alle mie riflessioni; mettere nero su bianco i miei pensieri, vista la mia naturale emotività, a tutt’oggi non ancora sconfitta, è stato il mezzo con cui, più agilmente, sono riuscita a sbrogliare la matassa delle emozioni, delle paure, delle titubanze che la vita riserva a ognuno di noi. Per me, è sempre stato come se, la traccia d’inchiostro sul foglio, con una sua peculiare magia, potesse individuare il bandolo che mi dava l’accesso alla soluzione che non ero riuscita, fino a quel momento, a trovare. Chi sostiene che scrivere sia terapeutico, mi trova d’accordo! Ritengo che possa nascere un rapporto estremamente intimo fra una mente in subbuglio, per i più disparati motivi, la carta, con il suo candore e profumo che ho sempre sentiti amici, e il nero o il blu dell’inchiostro che si trasforma nella voce dell’anima, rendendo concreta, visibile a tutti, una poesia, una storia, che, fino a quel momento, era solo parte di me.

Quale messaggio vuole lanciare con il suo romanzo?

Questo romanzo urla “Coraggio!”… almeno questo è il motivo primario per il quale l’ho scritto. Olimpia vive, assieme alle sue due sorelle, un’infanzia aspra e dolorosa, a causa di un padre “orco”, che ne potrebbe segnare irrimediabilmente tutta l’esistenza. Dico potrebbe perché, invece, Olimpia, Laura e Valeria dimostrano, con la loro vita, che, anche se il destino, inizialmente, ha servito una mano di carte sfortunata, offre a ognuna, nel tempo, delle opportunità che, una volta individuate e colte, permettono di abbandonare quella negatività inziale. Non senza fatica, certo, il percorso di ognuna è arduo, lungo… ma vincente! Essenziale, poi, è la solidità degli affetti, l’attenzione ai propri bisogni ma anche a quelli di chi è vicino a noi, l’empatia e la capacità di comprendere le ragioni di tutti, pur individuando e non rinunciando a perseguire le situazioni che possono condurci alla nostra personale serenità. Affrontare gli ostacoli ci fortifica, ci fornisce gli strumenti per imparare a non temere gli “sgambetti” della vita; due parole chiave del mio romanzo sono: amore e rispetto.

Si rivolge a un tipo di pubblico in particolare?

Sinceramente, quando ho scritto “Una Vita Fuori Tempo” ho sperato fortemente che potesse essere un libro utile a quegli adolescenti che si trovano a subire la devastazione psicologica degli abusi in famiglia. Ho auspicato che le protagoniste potessero essere l’esempio che illumina il tunnel della disperazione che attanaglia chi si trova in un simile frangente. Se sapessi che, anche solo una persona, leggendo il mio romanzo, ha trovato conforto e sprone per combattere e superare una situazione del genere… beh, questo sarebbe per me il dono più grande, il riconoscimento più ambito. Detto questo, ritengo comunque che il libro possa essere una buona lettura per tutti, così come ho avuto il piacere di veder testimoniato dai lettori che hanno pubblicato le loro recensioni, recensioni che ho ricevuto da parte sia di uomini che di donne, provenienti da situazioni personali e culturali diverse. Praticamente tutti quelli che si sono esposti con un proprio parere, hanno ritenuto la lettura coinvolgente, capace di attrarre la curiosità e l’attenzione in ogni momento; per ognuna di queste recensioni, mi sento onorata e infinitamente grata.

Cosa ha provato nel vedere il suo libro pubblicato?

Una gioia indicibile, assolutamente! Pur non essendo, questo, il mio primo lavoro, questo romanzo segue una raccolta di poesie intitolata “Fiore di Cactus” pubblicata sempre a cura di Europa Edizioni, avere fra le mani una copia di “Una Vita Fuori Tempo”, fresca di stampa, mi ha dato un’emozione, oserei dire, paragonabile a una scossa elettrica! Ogni scrittore mischia particelle di se stesso, della parte più delicata, intima, segreta, di se stesso, all’inchiostro che usa per dar vita alle sue storie. Almeno, io sono quel tipo di scrittrice. Tutti i miei personaggi sono una parte di me, vivono emozioni che ho vissuto, dolori che ho provato, amori che mi hanno travolto o confortato, gioie, dei più svariati colori, che ho dipinto nei miei arcobaleni. Quando scrivo, racconto ciò che conosco, che mi appartiene nel profondo, e lo faccio senza nascondermi dietro a nessun velo. Dunque, vedere apprezzato un mio racconto, che sia prosa o poesia, per me, significa vedere apprezzata me stessa. Sarò sempre grata a chi ha creduto in me, nella qualità del mio lavoro, dandomi l’opportunità di pubblicare e di vivere questa straordinaria esperienza.

Noi di Europa Edizioni ringraziamo Caterina Deana per la sua disponibilità e auguriamo ai lettori una piacevole esperienza di lettura.

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