Intervista a Gianni Montalto, autore di La Figlia del Re

La figlia del re è il romanzo di Gianni Montalto edito da Europa Edizioni. Un romanzo di esordio con un personaggio principale decisamente famoso: il faraone Tutankhamon. Personaggio principale nel senso che muove le fila della narrazione accompagnando il vero protagonista, quello in carne e ossa, tra le pieghe di una storia che parte da lui e da una sua presunta figlia segreta. Una figlia da cercare attraverso reperti e scavi per portare alla luce una verità nascosta per millenni che avrebbe potuto cambiare il corso della storia.

Ma La figlia del Re non è un romanzo incentrato sulla ricerca della prole perduta, non solo almeno. In realtà Gianni Montalto accompagna il lettore attraverso colpi di scena che lo tengono avvinto alla narrazione introducendolo in uno scenario di suggestioni. Si passa così dalla ricerca concreta delle prove del grande segreto ai tentativi di interpretazione di eventi dalla matrice inspiegabile, quali fenomeni atmosferici estremi che conducono a scoperte importanti.

L’autore guida passo per passo in un thriller moderno e dinamico, che attinge il suo fascino dall’impronta narrativa e dall’ambientazione in un mondo reale ma legato a un passato affascinante e misterioso come è quello della cultura egizia. E di Tutankhamon, un faraone di fama e fascino indiscutibili.

Noi di Europa Edizioni abbiamo avuto il piacere di intervistare Gianni Montalto per scoprire cosa si nasconde dietro la nascita di un romanzo avvincente come La figlia del Re. Dettagli e particolari che hanno portato alla scelta del soggetto e all’articolazione della trama in modo che personaggi e narrazione avessero un ritmo trascinante.

Di seguito riportiamo l’intervista a Gianni Montalto.

Quando ha maturato l’idea di scrivere un romanzo?

Covavo da tempo l’idea di scrivere un romanzo, così circa due anni fa ho voluto dare sfogo alla mia immaginazione. Sono un appassionato della cultura egizia da quando ero ragazzo e mi piaceva l’idea di una storia che traesse origine dalle gesta di uno dei faraoni più famosi agli occhi del mondo, Tutankhamon. Il suo regno è durato molto poco, ma la scoperta della sua tomba, avvenuta nel 1922, lo ha assurto a gloria imperitura. Desideravo far muovere i personaggi in un ambiente reale ma con richiami al passato e spero d’esserci riuscito. Ho voluto dare un’impronta molto dinamica alla storia con un ritmo serrato, per invogliare il lettore a restare incollato al libro, sorprendendolo con frequenti colpi di scena, trascinandolo a un finale inaspettato. In buona sostanza, si tratta di un thriller moderno che si presta a più soluzioni, perché ritengo che il lettore debba “interpretare” la storia come meglio desidera senza subire influenze esterne, cercando tuttavia di cogliere il pensiero dell’autore.

Com’è nata l’idea di questa storia?

Come ho già detto, la cultura egizia mi affascina da sempre. Ho avuto modo di leggere molti romanzi ambientati nell’antico Egitto e non volevo emulare altri autori, anche se molto blasonati, e così la mia storia l’ho ambientata ai giorni nostri. I luoghi in cui si muovono i personaggi sono in parte inventati, anche se la loro descrizione, a volte molto particolareggiata, potrebbe far pensare a siti esistenti. Io penso che, al di là della storia narrata, il lettore dovrebbe essere lui stesso protagonista, tanto quanto i personaggi che ne fanno parte, catapultandolo in essa per renderlo partecipe di ogni situazione, diventando padrone dell’azione. Soltanto così potrà determinare gli eventi fino a prevederli, ancor prima che glieli si rendano noti. Credo che ogni autore voglia che questo accada: sorprendere il lettore è il risultato migliore che uno possa aspettarsi.

Qual è il pubblico ideale per il suo romanzo?

Credo che il libro sia destinato a un pubblico maturo, ma anche ai giovanissimi perché è ricco di riferimenti storici ed è ambientato in più località. Credo che ai ragazzi non piaccia la “staticità” di una storia; vogliono spaziare e visitare luoghi sempre diversi con la loro fervida immaginazione; anche per questo ho voluto che i protagonisti fossero imprevedibili e che si muovessero in ambienti sempre diversi, per attirare la curiosità di chiunque si avvicini ad essi, senza distinzioni. Cerco di coinvolgere una platea di lettori la più variegata possibile, per evitare il conio di chi scrive soltanto per una fascia di lettori predestinata.

Cosa ha provato nel vedere il suo libro pubblicato?

È stato un momento indescrivibile! Sono stato orgoglioso di me stesso e devo dire grazie a tutti coloro che hanno creduto in me, a cominciare dallo staff della “Europa Edizioni”. È una soddisfazione personale che rincorrevo da tempo. Devo anche ringraziare tutte le persone, a me vicine, che mi hanno incoraggiato a inseguire il sogno, a cominciare dalle mie figlie e dalla mia compagna. Al di là dei risultati che otterrà il libro, sono veramente felice che una mia opera sia stata pubblicata. Mi auguro che le critiche siano sempre favorevoli, ma accetto di buon grado anche quelle meno gratificanti, purché costruttive. Cercherò con il tempo di migliorarmi sotto tutti i punti di vista, raccogliendo i suggerimenti di chi saprà indicarmi la strada maestra per raggiungere gli obiettivi che intendo prefiggermi.

E’ già al lavoro su un’altra opera?

Sì. “La figlia del re” avrà un seguito. Dopo “Il manoscritto”, mi sto dedicando al prosieguo della storia, sperando di stimolare la curiosità dei lettori. La seconda parte sarà anche l’epilogo. In futuro mi dedicherò ad altri romanzi. Le idee non mancano, ma bisogna sapere metterle a frutto.

Europa Edizioni ringrazia Gianni Montalto per aver mostrato la sua personalità e i suoi intenti senza filtri, permettendo ai lettori di avvicinarsi all’autore oltre che al testo. Conoscere le sue motivazioni di partenza consente di apprezzare ancora di più il libro e di coglierne tutti gli aspetti più particolari.

In attesa di poter leggere il seguito de La figlia del Re, siamo lieti di aver accompagnato l’autore nel suo primo viaggio nel mondo editoriale e gli auguriamo il meglio per il successo del suo libro e per la preparazione del secondo. Ai lettori auguriamo invece di appassionarsi alla lettura e di lasciarsi trascinare dalla trama di una storia che trae alimento da una cultura millenaria dal fascino immortale.

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