Intervista ad Alessandro Villa, autore di 7 Luglio 2006

7 Luglio 2006 è il romanzo di Alessandro Villa edito da Europa Edizioni. Un romanzo dalla trama ricca, in cui non mancano gli intrighi e i colpi di scena. Al lettore si offre uno scenario complesso ambientato sulla West Coast, in cui si contrappongono le piacevoli giornate dell’estate al mare e le notti più turbolente, in cui la vita diventa pericolosa e ambigua. Tra gli strani personaggi e i pericoli che popolano le notti californiane emerge con la forza dell’autenticità la figura del protagonista del romanzo. Il ‘nostro eroe è il tenente Parker, che si trova alle prese con un omicidio sconvolgente per l’intera cittadinanza. Parker si getta a capofitto nelle indagini, con la tenacia di chi è mosso da una motivazione personale e non può e non vuole lasciare il delitto irrisolto e l’assassino libero.

Alessandro Villa regala al pubblico un thriller dal ritmo serrato, con l’intenzione di incuriosire i lettori e tenerli avvinti a 7 Luglio 2006 con la forza dello stile narrativo oltre che della trama. Si rimane con il fiato sospeso fino alla fine, e non si può fare a meno di parteggiare con il giusto tenente Parker nella ricerca della verità. I colpi di scena sono assicurati e la suspense non si arresta sino al finale.L’intenzione di stupire si rivela già dal titolo, che crea nel lettore fin dal principio l’attesa di qualcosa che verrà. E in seguito rappresenta il fulcro dell’intera narrazione.

Noi di Europa Edizioni abbiamo intervistato Alessandro Villa e siamo riusciti a cogliere l’essenza profonda della sua esperienza come scrittore. E’ infatti di grande interesse per i lettori capire in che modo un autore si sia avvicinato alla scrittura e attraverso quale percorso sia arrivato a pubblicare il suo libro. In questo caso Villa ci ha offerto spontaneamente degli spunti interessanti per conoscerlo meglio e ‘chiudere il cerchio’ della curiosità. Curiosità per lui, per il suo vissuto editoriale e per la sua storia personale, entrambi fondamentali per conoscerlo meglio e per farsi un’idea precisa dell’autore oltre che del libro.

In primo piano 7 Luglio 2006, insieme al percorso che ha portato alla sua genesi. Con l’intervista di Europa Edizioni i riflettori si accendono su Alessandro Villa piuttosto che sul tenente Parker e si svelano le connessioni tra i due.

Riportiamo il testo dell’intervista.

Fra i tanti interessi che hai, la scrittura quale posto occupa?

Mi occupo di gestione ed efficientamento delle aziende, quindi risponderò didascalicamente:

1-la mia meravigliosa bimba, prima ed unica, Aurora. Lei mi ‘interessa’ molto…;

2-per osmosi, la sua mamma- nonché mia signora-, Selvaggia;

3-sono un fanatico ambientalista e da sempre ho deciso di riempire la mia vita di pochi soldi ma di molte esperienze. Sorretto da un fisico non ancora del tutto da rottamare, appena posso smetto la cravatta, calzo le mie scarpe sportive- che consumo molto più del battistrada degli pneumatici dell’automobile- e parto all’avventura. Non a caso, da Riccione ho trascorso quasi 8 anni di vita con Selvaggia nelle splendide Dolomiti, divorando ogni centimetro di sentiero, bosco, parete.

4-lo sport, finché il fisico regge. Basket- il vero amore-, beach volley, tennis, corsa, nuoto, trekking,…

5-la scrittura, e se mi è consentito la lettura, non meno centrale e certo fonte di grande ispirazione. Vista permettendo, scrivere è un passatempo che oltre ad arricchirti può accompagnarti in ogni fase della vita.

Quando hai iniziato a scrivere?

Se si intende ‘scrivere manoscritti con idea di vederli un giorno pubblicati’, intorno alla maggiore età. L’amore per la lingua italiana, che riconosco devotamente ad un’incredibile maestra elementare, mi accompagna da sempre. Versetti in rima o filastrocche strampalate erano presenti nei miei quadernetti già ai tempi delle scuole medie, poi la fiammata saltuaria è diventata un fuoco perenne.

Il tuo romanzo è ricco di suspense ….. ti ispiri a qualche autore in particolare?

Mi piacerebbe molto, ma se penso poi ai paragoni mi sento piccolo piccolo. Amo molto leggere i gialli, ed ho cominciato proprio comprando la linea Mondadori- ‘Tutto a 1.000 lire!’- rovistando nei meravigliosi cestoni presenti in quelle belle librerie di una volta, ora tristemente in difficoltà ahimè. Da ogni testo ho cercato di trarre insegnamenti, spunti, chiavi.

Costretto con la pistola alla tempia a fare tre nomi, direi:

-Giorgio Faletti, non solo perché del tutto inaspettato in quanto noto ai più come lo svitato del Drive In, ma perché considero IO UCCIDO il maggiore capolavoro di genere al mondo;

-Sandrone Dazieri, sia perché amo la sua serie del GORILLA, sia perché ho avuto il piacere di confrontarmi direttamente con lui via pc quindi, illudendomi, lo considero un ‘amico di penna’;

-Andrea G. Pinketts, non un giallista in senso stretto, ma quando dalla sua voce ho ricevuto la spiegazione che ‘G. sta per GENIO’ ho capito di amarlo.

A quale pubblico ti rivolgi?

Direi piuttosto eterogeneo. L’ambientazione californiana è figlia di viaggi miei e di Selvaggia e potrebbe avvicinare maggiormente i giovani, ma il genere giallo ha una trasversalità strutturale. Se posso osare, sarei molto contento di ricevere apprezzamenti dal pubblico femminile. Che sono bello me lo dice la mia bimba e mi basta, mentre un complimento disinteressato su una propria opera fatto da una sconosciuta appagherebbe il lato narcisistico dello scrittore.

Hai già un nuovo romanzo in preparazione?

Non necessariamente. Sono uno scrittore della domenica e seguo il tempo, il modo e l’ispirazione. Ho già pronti due brevi libri in rima per i più piccoli; indovinelli in rima dedicati ad Aurora. Ho appena concluso un saggio, il mio terzo- due hanno già visto la luce editoriale- incentrato sui rapporti di coppia. Non credo di riuscire ad appassionarmi ad un romanzo nel senso tradizionale, mentre la struttura narrativa del giallo, così complessa ed articolata, ha qualcosa di magnetico. Chissà…

Noi di Europa Edizioni non possiamo fare altro che ringraziare Alessandro Villa per averci accordato l’intervista relativa al suo romanzo 7 Luglio 2006. Abbiamo così avuto l’opportunità di conoscerlo meglio oltre che di accompagnarlo nel suo percorso editoriale. Auguriamo a lui e al suo libro buona fortuna e ai lettori una buona, buonissima, lettura.

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